Passaggio a Catania: i comitati hanno portato la questione fuori dall’Isola, incontrando l’on. Bressa

 

Il Csag (comitato per lo sviluppo dell’area gelese) e i comitati promotori delle variazoni territoriali Piazza Armerina, Niscemi e Licodia Eubea hanno incontrato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con delega agli Affari Regionali e le Autonomie, on. Gianclaudio Bressa.

I comitati hanno esposto al Sottosegretario Bressa i fatti, in ordine temporale, che hanno visto le comunità di Gela, Piazza Armerina, Niscemi e Licodia Eubea darsi un gran da fare per l’iter legislativo che ha portato dalla Lr 8/14  alla Lr 15/15; ma anche dei risultati ottenuti con il referendum confermativo del 2014, durante il quale il 99% di  32.000 votanti ha scelto di confermare la delibera consiliare di adesione ad un nuovo ente intermedio. Inoltre è stata messa in evidenza anche come i comuni in questione abbiamo deliberato per lasciare le vecchie province di apparenenza per passare alla Città metropolitana di Catania, per Gela, Piazza Armerina, e Niscemi, e a Ragusa per Licodia Eubera. Ma come ben sappiamo alla ratifica delle vari azioni territoriali la I Commissione Ars,  senza esaminare gli stessi Ddl in questione, ha dato un inspiegabile parere negativo.

Tutto l’iter procedurale dei quattro comuni è stato raccolto in un dossier e consegnato al Sottosegretario Bressa al quale è stato chiesto di intervenire parimenti per far applicare integralmente la L.r. 15/15.

“Questo è quanto esige il principio di legalità ed il primato della legge, quand’anche la legge sia solo regionale come nel nostro caso, ma equivalente a quella nazionale nel disciplinare una problematica a cui la Costituzione, attraverso lo Statuto siciliano, attribuisce competenza esclusiva, nella competenza che autonomia non può significare prevaricare persino la legge fondamentale dello Stato.” Hanno sottolineato i comitati.

Il Sottosegretario Bressa si è dimostrato sensibile all’argomento, annunciando un suo diretto intervento attraverso una lettera da inviare alla Regione Siciliana, volta a sollecitare l’iter legislativo della Legge-provvedimentocontenente le variazioni territoriali.

I comitati quindi hanno portato fuori dai confini regionali la vicenda, rendendo noto alle istituzioni nazionali ed europee, la grave situazione che attanaglia queste comunità che hanno come unica colpa, la responsabilità di aver seguito scrupolosamente un iter indicato dal Parlamento regionale.

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