Passaggio a Catania: Messinese, La Rosa e Miroddi scrivono a Mattarella

 Durante l’incontro sul Liberi Consorzi che si è tenuto ieri al Teatro Eschilo di Gela i tre sindaci presenti, quello di Gela, di Piazza Armerina e di  Niscemi  hanno deciso di scrivere al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedere  di intervenire sull’impasse del voto legislativo all’Ars che riguarda il passaggio alla Città Metropolitana di Catania.
 
“La situazione di stallo nella quale la Regione Siciliana ha deciso di relegare le nostre città sta producendo danni economici, organizzativi, partecipativi e dei principi democratici non solo ai nostri comuni ma all’Isola tutta, che già devastata da una persistente e perniciosa crisi economica, non può assolutamente permettersi”. Si legge nella lettera in cui si informa Mattarella sulla mancata attuazione di una volontà popolare.
“Abbiamo già dato incarico  ad un legale – si legge nella lettera-  perché, nelle opportune sedi di Giustizia, tuteli questa volontà espressa dal popolo e dai rispettivi Consigli Comunali secondo legge, anche chiedendo di inibire lo svolgimento delle elezioni per gli organi degli enti territoriali intermedi siciliani la cui composizione sarebbe certamente falsata ove, prioritariamente, non fosse risolta la questione della ridefinizione dei confini territoriali dei Consorzi e delle Città Metropolitane.”
I tre sindaci, hanno chiesto al presidente della Repubblica di essere ricevuti  in apposita audizione.
Alla letterà ha aderito anche il sindaco di Licodia Eubea, fotocopia ai tre Comuni,  ma con un percorso inverso volendo lasciare  Catania per passare a Ragusa. 
Nel convegno di ieri   organizzato dal neo movimento politico ‘Sviluppo Democratico’ dal titolo ‘Città metropolitana di Catania, scelta strategica per lo sviluppo di Gela’ erano presenti l’assessore alle autonomie locali Luisa Lantieri, il sindaco dell’Area Matropolitana di Catania Enzo Bianco, il primo cittadino di Gela Domenico Messinese, il sindaco Francesco La Rosa di Niscemi, Filippo Miroddi di Piazza Armerina.
Due gli aspetti principali emersi: da un lato la volontà di sbloccare l’iter legislativo con un nuovo disegno di legge e dall’altra quello di far intervenire il governo nazionale sottoponendo la questione di incostituzionalità dovuta allo stallo legislativo in atto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al sottosegretario Giancarlo Bressa.
Si apre dunque uno spiraglio grazie alla volontà ribadita ieri dal Senatore Enzo Bianco di voler coinvolgere il Sottosegretario con delega agli affari regionali e le autonomie Giancarlo Bressa per sbloccare la questione rimasta di fatto ‘sospesa’ nonostante la volontà espressa dai cittadini al Referendum confermativo del 2013,  ‘un impegno che prendo oggi con le vostre città’ ha dichiarato Bianco sconcertato, confermando i punti a favore della migrazione verso Catania ribaditi dell’assessore Francesco Salinitro.
Assente il Governatore Rosario Crocetta sostituito dall’assessore alle autonomie locali Luisa Lantieri che ha dimostrato un’importante apertura dichiarando la volontà dell’Assemblea di emanare un nuovo disegno di legge ad hoc sulla questione collegandosi al nuovo testo sull’elezione di secondo grado richiesta dalla legge Delrio.
La Commissione Affari Istituzionali dell’ARS sta infatti preparando un testo che riporta all’elezione diretta del Sindaco dell’area metropolitana, in questo modo si potrebbe concludere l’iter di legge nella legislatura Crocetta.
Tra i relatori Filippo Franzone portavoce del comitato per lo sviluppo dell’area di Gela, visibilmente commosso per un iter che non vede luce dopo 12 anni di battaglie , e l’avvocato Guglielmo Piazza incaricato dal comune di Piazza Armerina per gli affari legali della questione.
Sviluppo Democratico ha dichiarato di continuare a seguire gli sviluppi della legge all’ARS.