Passaggio di Gela a Catania. Lunedì parteciperanno i comuni vicini. Franzone: Gela non rischia i servizi

Lunedì 14 alle ore 09:00, i consiglieri voteranno per il sì o per il no la delibera che sancisce il passaggio di Gela alla Città Metropolitana di Catania. Ci sarà ad assistere ai lavori del consiglio Comunale di Gela, il Sindaco di Piazza Armerina Filippo Miroddi, accompagnato dal Portavoce del Comitato Pro Referendum, Salvatore Murella e da alcuni consiglieri comunali. Da Niscemi arriverà Luigi Gualato, Portavoce del Comitato Liberi Consorzi, nonché, vicepresidente del Consiglio Comunale, accompagnato da alcuni concittadini e qualche consigliere. Ci saranno inoltre alcuni cittadini di Caltagirone, che verranno per assistere all’evento.
 Questa scelta, potrebbe cambiare lo scenario dell’area, con i 4 comuni (Gela 76.723 ab., Niscemi 28.027 ab., Piazza Armerina 22.006 ab. e Caltagirone 38.828 ab.)  distanti tra loro meno di 35 km, sono presenti  165.584 abitanti. Una concentrazione elevata che a breve sarà tutta all’interno dello stesso ente.
 “Qualcuno continua a preoccuparsi per i servizi di queste tre coraggiose città che si accingono a cambiare ente intermedio, in realtà i rischi sono nulli, in quanto si portano in dote 127.000 abitanti, di conseguenza, personale e servizi per questa popolazione, mentre Caltanissetta ed Enna, perderanno servizi per i rispettivi abitanti in uscita”, riferisce Filippo Franzone, portavoce del Csag (comitato per lo sviluppo dell’area gelese)
 “Cosa totalmente diversa è invece per le circoscrizioni giudiziarie, esse non coincidono con quelle territoriali, prova ne è il fatto di Niscemi che, fin quando il Tribunale di Caltagirone non ha rischiato la soppressione, è rimasta in quella circoscrizione giudiziaria e con la Corte di Appello di Catania, nonostante territorialmente all’interno della ex Provincia di Caltanissetta. Da pochi anni Niscemi ha scelto di essere ricompresa nel Distretto giudiziario di Gela, rafforzando ulteriormente il Tribunale di Gela. Quindi Gela, non uscirà con il passaggio alla Città Metropolitana dalla Corte di Appello di Caltanissetta, né ne decreterà la soppressione, semplicemente perché sono due diversi enti che non hanno coincidenza tra loro”.Ha detto Franzone, che sottolinea che nel’eventualità, non troppo remota, dell’abolizione della Corte d’Appello di Caltanissetta, oggi “Gela, matematicamente, verrebbe ricompresa nella Corte d’Appello di Palermo, invece se dentro la Città Metropolitana di Catania, potrebbe quantomeno chiedere di essere ricompresa con la Corte d’Appello di Catania. In nessun caso Gela rischia il Tribunale”. 

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