Passaggio di Gela a Catania: senza piano degli esuberi niente variazioni territoriali. Il Csag scrive a Crocetta

 
Una  lettera è stata inviata stamani al Presidente Crocetta e all’assessore Lantieri da parte dei Comitati Csag Gela, Pro Referendum Piazza Armerina, Liberi Consorzi Niscemi, Consulta di Niscemi. I comitati hanno rimarcato la lunga attesa per  le variazioni territoriali che dovevano consentire il passaggio dei comuni di Gela, Piazza Armerina e Niscemi alla città Metropolitana di Catania, seconso l’art. 44 della L.r. 15/2015, che ha seguito la L.r. 8/2014.
Nonostante queste comunità abbiano centrato l’obiettivo esprimendo la propria volontà di cambiamento secondo la legge, tale volontà è stata calpestato quando Il 20 luglio 2016, il plenum dell’Assemblea Regionale Siciliana ha deciso di condividere le motivazioni della propria I Commissione legislativa permanete, decidendo di non dare seguito, all’approvazione della normativa di ratifica delle le variazioni territoriali. 
“Quando il disegno di legge – vi è scritto nella lettera –  è arrivato in Commissione, la stessa non ha disquisito sul fatto della costituzionalità o meno del disegno di legge e del quesito referendario, ma è entrata nel merito squisitamente tecnico. L’articolo 2 prevede un passaggio di competenze economiche, di personale, quindi vi sono delle poste, sia negative che positive, che vanno a carico o della città metropolitana o dei liberi consorzi.
La Commissione ha chiesto al Governo se vi era un un report, una tabella per capire se questo meccanismo metteva in discussione la funzionalità successiva degli altri liberi consorzi. Perché è chiaro a tutti che quando centomila abitanti del libero consorzio di Caltanissetta transitano nel libero consorzio di Catania gli effetti sono duplici. Abbiamo una sovraesposizione su Catania e una sottoesposizione su Caltanissetta. Il personale come verrà distribuito? Anche perché i commissari sono stati richiamati, anche da parte della Corte dei Conti, a mettere in atto delle procedure per mettere in sicurezza i conti delle province, e tra le principali procedure vi è quella del piano degli esuberi.
La Commissione non capiva come poteva il libero consorzio di Caltanissetta fare un piano di esuberi, non avendo già diviso a priori le competenze tra il territorio di Gela e Niscemi e le province di Caltanissetta.
Allora, tutti questi eventi hanno fatto sì – è stato chiesto più volte al dirigente generale e all’Assessore che erano presenti – che necessitava un ulteriore approfondimento, quindi la Commissione ha ritenuto di non votarle, di non passare all’articolato per una carenza istruttoria sul disegno di legge, quindi per un fatto squisitamente tecnico, non volendo né mortificare i cittadini dei territori sopramenzionati e anche perché, devo dire e lo ripeto, lo ribadisco per un ulteriore volta, quel referendum non era riferito a questo quesito, era tutt’altra cosa.
Ora, in termini procedurali è chiaro che non avendo votato il passaggio all’articolato, questo ai sensi dell’articolo 64 del Regolamento va in Aula.
La Commissione non ha, in questo momento, chiarito quel quadro e quelle risposte che volevamo da parte del Governo.
Quindi, da questo punto di vista, la Commissione si rimette all’Aula, perché già si è espressa, sarebbe ultroneo dire, si riesprime nuovamente, però è chiaro che tutti quei dubbi permangono e sono cogenti alla discussione.”
Allo stato attuale, Gela, Piazza Armerina, Niscemi e Licodia Eubea, attendono l’attuazione del più volte richiamato art. 44 della L.r. 15/15, pienamente in vigore ma disapplicato. I comitati quindi chiedono “di rispettare la legge vigente e ripresentare i ddl di variazione territoriale completi, questa volta, della necessaria istruttoria da parte dell’Assessorato competente come espressamente chieste in Aula dal Presidente della I Commissione legislativa permanente”.