Pausa caffè

Espresso, lungo, ginseng, decaffeinato, macchiato, d’orzo… Tante varietà e aromi diversi per il caffè.

Il costituente meglio caratterizzato del caffè è sicuramente la caffeina, responsabile dell’effetto stimolante, dell’aumento di ansietà e di eccitazione di questa e altre bevande che la contengono. La tolleranza all’effetto stimolante della caffeina si induce rapidamente, dopo 3-4 somministrazioni e già con dosi di 1-2 tazzine al giorno; insieme ad essa si instaura una leggera dipendenza e quindi anche sintomi correlati all’astinenza (una lieve sonnolenza, affaticamento, mal di testa e irritabilità).

Tra i falsi miti legati all’alimentazione, uno riguarda proprio la caffeina: si attribuisce ad essa la capacità di bruciare meglio le calorie, ma ad oggi non è possibile dichiarare che i prodotti contenti caffeina aumentino l’ossidazione dei grassi o il consumo energetico.

Abbinamenti rischiosi possono risultare in seguito all’interazione con l’alcol e con alcuni farmaci.

Nel primo caso, la caffeina sembra moderare i sintomi di un consumo eccessivo di alcol, che non viene dunque percepito, raggiungendo più facilmente quantità che comportano effetti tossici.  

Il meccanismo di interazione con i farmaci, invece, non è sufficientemente chiaro, ma si sa che la caffeina può indurre aritmia cardiaca, ipertensione o può rendere inefficace l’azione di un farmaco.
Una bevanda completamente diversa è il caffè d’orzo, che contiene orzo essiccato o tostato e pertanto privo di caffeina. Ha un aroma più delicato e, non avendo effetti nervini, può essere assunto anche in quantità maggiori.

Il caffè al ginseng  – tanto di moda – non è altro che caffè addizionato con un preparato solubile della radice di ginseng. La bevanda nell’aspetto è simile al caffelatte, avendo come ingredienti crema di latte (solitamente di origine vegetale), zucchero, caffè istantaneo e estratto secco di ginseng.

Alla domanda: “Il caffè fa male? Quanti ne posso prendere?” rispondo che le ricerche scientifiche non sono complete e concordi; perciò credo che, quando non vi siano condizioni che ne sconsigliano il consumo, sia possibile godersi un paio di tazzine al giorno.