Pd Caltanissetta: sentiamo il bisogno di un cambio di rotta, no a candidature imposte dall’alto

Il Partito Democratico della Provincia di Caltanissetta denuncia alla Segreteria nazionale e regionale lo stato di grave malessere in cui versa la nostra comunità.

“Già in occasione delle elezioni regionali abbiamo dovuto gestire, con immani sforzi, una campagna dura e difficile, persa in partenza o addirittura neanche giocata, in un assordante silenzio ed in un’incomprensibile indifferenza da parte di alcuni dirigenti nazionali e regionali come se avessero messo in conto, prim’ancora del popolo democratico siciliano, la sconfitta elettorale.

Un Partito democratico concentrato sulle diaspore, che ha esaurito la spinta delle elezioni europee del 2014 e che oggi rischia di precipitare pericolosamente, nonostante le tante cose buone fatte con l’attività di governo, come l’approvazione della legge sul biotestamento, sulle unioni civili, sul dopo di noi, sul reato di tortura, sul femminicidio, sullo spreco alimentare, contro il Caporalato, il sostegno di 80 euro ai redditi medio-bassi, l’Ape social, etc.

Tuttavia durante la campagna elettorale regionale abbiamo toccato con mano quanto una parte significativa di chi ci ha votato in passato sia molto arrabbiata, disorientata e si senta tradita. Molti non sono andati a votare e parecchi si sono spostati su un voto di protesta.

Anche le ultimissime vicende regionali (elezione del Presidente dell’ARS e del Capogruppo PD) non ci hanno aiutato a smarcarci da logiche ormai stantie che ci impediscono di essere credibili e autorevoli agli occhi dei cittadini siciliani. Forse alcuni esponenti nazionali tra gli errori compiuti possono annoverare anche quello di essersi fidati in Sicilia delle persone sbagliate!

Oggi, a quasi due mesi dal voto per le elezioni politiche, sentiamo il bisogno di dire che è improcrastinabile un cambio di rotta e quindi è opportuno da subito cambiare metodi e ove necessario anche uomini.

È indispensabile ripartire e fare di tutto per evitare una deriva a destra e fermare l’avanzata delle forze populiste. Tutti dovremmo fare il possibile per ritrovare, prima all’interno del Partito Democratico e poi di tutto il centro sinistra, le ragioni dello stare insieme, partendo dai valori e dagli ideali che vanno difesi dal pericoloso vento di destra e populista, ricco di egoismi e che soffia in tutto il mondo ed in Europa.

Non è più possibile subire decisioni assunte da gruppi ristretti di plenipotenziari e capicorrente.

A tal proposito, segnaliamo che l’ultima Direzione Provinciale ha energicamente detto no a candidature che non dovessero essere indicate e condivise dagli organismi territoriali del Partito. I candidati nei collegi uninominali e plurinominali non possono arrivare dall’alto solo al fine di consolidare leadership ed equilibri interni di Partito.

Vogliamo evitare che si ripeta quanto successo anche in occasione delle ultime primarie per la segreteria nazionale, quando alle Convezioni dei circoli si è registrata una schiacciante vittoria di Renzi, con una percentuale superiore al 70%, risultato poi ribaltato dal voto nei gazebo, tanto che la nostra provincia è stata l’unica conquistata da Andrea Orlando. Un ribaltamento dell’esito congressuale frutto del rifiuto del metodo di costruzione della lista a sostegno di Matteo Renzi, con candidati imposti dall’alto.

Per tali ragioni riteniamo infausto per il PD la riproduzione di un metodo contestato dai democratici della provincia di Caltanissetta; cosi come sarebbe controproducente la riproposizione di candidature dinastiche, le quali rischierebbero di rendere ancora più acuta e senza ritorno la crisi del partito.
Non vorremmo arrivare ad iniziative eclatanti, al disimpegno, alla chiusura dei circoli. Pertanto, ancora una volta ed a gran voce, rivendichiamo il diritto all’individuazione dei candidati nel nostro territorio.

Noi vogliamo un Partito Democratico vincente, capace di affrontare con risolutezza le prossime sfide elettorali e che continui ad essere una forza responsabile ed essenziale per il nostro Paese, ma soprattutto auspichiamo che il popolo democratico sia orgoglioso del proprio partito e continui a considerare il PD un luogo di confronto di idee, valori, esperienze e competenze.”