Gela: Pd contro Pd, e la città vede solo il buio davanti a sè

Pd contro Pd, e così il partito che rappresenta la parte politica maggioritaria della città, piuttosto che concentrarsi sulla grave cirisi che Gela sta attraversando, continua a essere diviso in due fazioni. Segretario sì, segratario no, congresso e contro congresso. I cittadini sono costretti ad assistere a un teatrino di scontri per interessi, che sembrano più personali che della collettività che oramai vede solo il buio assoluto davanti a sè. Domani 13 marzo, sarà la volta del contro congresso, a darsi appuntamento  il Pd riferente all’area renziana, e nel quale Fabio Collorà verrà nominato segretario. Un segretario  che  in contrapposizione al segretario dell’altro Pd Peppe Di Cristina che, secondo quanto più volte sostenuto dall’ex consigliere Giuseppe Licata, è frutto dell’accordo Speziale-Donegani.   “Quello che è stato celebrato per le elezioni di Di Cristina è stato un congresso celebrato senza l’adozione di regole democratiche”, ha affermato più volte il consigliere fasuliano Giuseppe Ventura. “la nostra forza sono i 470 iscritti. Sono le tessere del 2015, mentre loro hanno invece utilizzato quelle del 2012. Il metodo non ci è piaciuto, in quanto si sono autocelebrati, ha sempre sostenuto il consigliere renziano”.E  il  ricorso  da parte di renziani di Gela contro  il congresso in cui si è eletto  Peppe Di Cristina, ieri è stato giudicato inammissibile da parte della Commissione provinciale di garanzia. Una decisione che non è andata giù ai renziani che, in una lettera indirizzata al segretario dell’organismo garante Piero Ribaudo, hanno duramente contestato l’illegittimità della decisione, arrivata fuori tempo massimo e priva di ogni attività istruttoria. Ora la parte renziana-fasuliana ha deciso di rivolgersi alla Commissione regionale ed agli organi nazionali per sbrogliare la questione .”Non mi è mai appartenuta la logica delle divisioni e degli scontri, specie se fatti in casa. Chi mi conosce sa che, da sempre, ho militato in un solo partito prima da semplice iscritto oggi da dirigente. Purtroppo, non si possono subire metodi e forme antidemocratiche dirette unicamente all’autoconservazione a tutti i costi.” Ha comunicato il renziano Giuseppe Ventura sulla sua pagina facebook. Dall’altra parte Giuseppe Di Cristina, Vincenzo Cirignotta hanno sottolineato il danno di immagine  subito dal Partico Democratico che tale contrapposizione sta generando, sperando in una condivisione di idee per la città. Ma   la posizione dell’area renziana, rimane la stessa anche  anche davanti al no al ricorso presentato per contestare l’elezione di Peppe Di Cristina. “Appare pretestuosa,  nonché illegittima e priva di ogni fondamento statutario e regolamentare la deliberazione, segno che non si è provveduto ad alcun esame e verifica  dei vigenti regolamenti elettorali e delle evidenti e persistenti violazioni democratiche esistenti”. Ha detto Peppe Licata. E intanto c’è pure chi sostiene che nel Pd altro, quello di Raciti, già pensano a partirsi la torta tra Regione, e Camera i due ex deputati regionali gelesi.