Peppino Impastato: 100 passi nella memoria

La notte buia dello stato italiano, così è stata definita da alcuni la notte del 9 maggio del 1978, una notte che ha segnato irrimediabilmente la storia dell’Italia e della nostra Sicilia. Fu la notte in cui le Brigate Rosse restituirono il corpo senza vita di Aldo Moro, ma fu anche la notte in cui vennero ritrovati i resti dilaniati di Peppino Impastato, assassinato dalla mafia durante la campagna elettorale per le elezioni comunali di Cinisi, alle quali si era candidato tra le fila di Democrazia Proletaria

Moriva quindi 39 anni fa Peppino Impastato ucciso dalla mafiosa, per mano di Tano Badalamenti, boss di Cosa Nostra e bersaglio preferito di Peppino  nelle sue invettive piene di sferzante ironia, lanciate dai microfoni di Radio AUT, la radio libera fondata proprio da Peppino e dai suoi amici.

Proprio da quella radio Peppino iniziò la sua incessante attività di lotta alla mafia e al sistema mafioso in cui lui stesso era cresciuto, essendo suo padre Luigi un mafioso; attraverso Radio Aut e il programma ‘Onda Pazza a Mafiopoli’, Peppino quotidianamente metteva alla berlina i mafiosi e i politici conniventi con il sistema, finché non venne zittito per sempre.

Per l’omicidio di Peppino, Tano Badalamenti venne condannato solo 17 anni dopo, incastrato dalla testimonianza del pentito Salvatore Palazzolo.

Oggi, la casa in cui sono vissuti Peppino e Felicia, madre di Peppino anche lei diventata simbolo di resistenza e della ribellione alla violenza mafiosa e morta nel 2004, è stata inserita nell’elenco dei luoghi dell’identità e della memoria dall’assessorer regionale dei Beni Culturali Carlo Vermiglio.

E oggi, come ogni anno si terranno a Cinisi eventi e manifestazioni, per ricordare Peppino; oltre alla tradizionale marcia che partirà dalla sede di Radio AUT per concludersi davanti Casa Memoria Impastato, sarà aperto al pubblico anche il casolare dove Peppino Impastato è stato ucciso nella notte tra l’8 e il 9 maggio, grazie ad un accordo firmato dallo stesso assessore Vermiglio, dal sindaco del Comune di Cinisi, Giangiacomo Palazzolo e da Luisa Venuti, proprietaria del casolare.

Nel pomeriggio verrà invece inaugurata la biblioteca comunale di Cinisi, che sorgerà proprio all’interno della casa del boss Tano Badalamenti, e a seguire verrà proiettato il filmato “La memoria privata”, realizzato da Salvo Cuccia, che narra la storia di Peppino Impastato attraverso il racconto del fratello Giovanni.