Perchè io sono proprio io

Perché io sono proprio io? È una domanda alla quale è difficile trovare una spiegazione razionale, se si prende in considerazione non la questione genetica –per la quale ognuno di noi è frutto dell’unione dei genitori- ma l’incarnazione della nostra coscienza proprio nel nostro corpo, proprio in questa vita. Che merito ho io di vedere le immagini che recepiscono i miei occhi, di sentire le voci così come le sentono le mie orecchie, di potere studiare tanto quanto la mia famiglia me lo può permettere, di parlare la lingua della nazione in cui nasco: che merito ho io di essere me stesso? Potevo essere cosciente di un altro corpo, di un’altra realtà, di un’altra vita, ma per una ragione che razionalmente non so spiegare, io sono io.

E quanto di mio c’è nell’essere me? Non sono forse alta perché i mie genitori sono alti? Non sono forse egocentrica perché nessuno mi ha mai dato attenzioni o non sono forse sicura di me perché mi hanno fatto credere in me stessa? Tutti noi potremmo porci queste domande e le risposte che ci daremmo implicherebbero tutte l’azione e la presenza di una seconda persona.

Noi siamo il risultato degli eventi che viviamo, delle persone con cui ci relazioniamo, degli avvenimenti che il caso ci pone davanti. Ci sentiamo tanto potenti e orgogliosi e a volte talmente presuntuosi che facciamo della nostra fortuna un nostro vanto e la poniamo come termine di comparazione a tutte le altre vite e realtà. Con quale arroganza infatti un uomo – che per il caso, o per volere di un Dio, o per qualsiasi volere superiore alla possibilità umana- che ha la pelle bianca disprezza un’altro che la ha nera? Chi stabilisce che uno è migliore dell’altro? Sarebbe come chiedere ad un ambidestro con quale mano scrive meglio, non c’è differenza, sono tutte e due uguali, solo che una sta a destra, l’altra a sinistra.

 

Articolo di

sofia giacchi

 Sophia Giacchi