Pescatori gelesi preoccupati per le verifiche su pozzi di petrolio

Hanno espresso forte preoccupazione i pescatori di Licata e di Gela , che già hanno subito i danni di un porto insabbiato,  per i sondaggi avviati dall’imbarcazione Filomena Prima al largo di Licata. Ciò che i pescatori gelesi temono è le possibili  ripercussioni nel mare  della città del Golfo.

Si tratta delle verifiche condotte da ’Eni per accertarsi se alcuni pozzi petroliferi a mare potranno essere riattivati. Quello che temono i pescatori gelesi, così come riportato da GdS, ormai ridotti molto di numero a causa di un porto che momentaneamente non ha soluzioni, e i tali che tali sondaggi possano portare all’intero ecosistema marino, e non avere pescato nel giro di poco tempo

Una mobilitazione è prevista, dopo che arriveranno i dati ufficiali dell’Ispra per l’accertamento dello stato di salute del mare. A guidare la protesta  a Gela sarà Davide Calabrese di Federcoopesca, assieme al loro i pescatori di Licata che saranno appoggiati da Marco Castrogiovanni del Notriv Licata. La pesca rappresenta una delle fonti di ricchezza per i licatesi, e il mare licatese è spesso raggiunto dai pescatori gelesi.