Peter Cincotti, molto lontano da casa

Sabato 22 luglio. Ore 21.30, 34° accalorati da un impietoso scirocco. La cornice è quella suggestiva del teatro antico di Catania.
Sul palco sghimbescio un basso, una batteria ed un pianoforte a coda.
Le luci si abbassano e Peter Cincotti ci conduce per mano per la lunga strada che ha percorso partendo da casa sua: il jazz.

Poco importa che questo suo ultimo lavoro discografico, il quinto, “ Long way from home” suoni pop. Pur essendo, appunto, molto lontano da casa Cincotti ci regala qualità, tanta: oltre ogni definizione, catalogazione, suona – magistralmente – musica bellissima.
Gli artisti hanno il dono dell’universalità, superano le barriere linguistiche, geografiche, di età.
Peter Cincotti – voce e piano -, Lex Sadler – basso -, Joe Nero – batteria – nella bollente notte catanese si sono consegnati generosamente al pubblico. Ed il pubblico – davvero trasversale, mancavano solo i giovanissimi – li ha abbracciati più calorosamente dell’infaticabile scirocco.

Così si sono congedati dal loro pubblico, con semplici gesti ed anche con un affettuoso rimprovero: “Ogni volta che vengo in Sicilia mi abbuffo di tante cose buone. E’ l’unico posto in cui ho la pancia piena prima di un concerto.” Avrebbe detto il cantautore al termine della performance.

Noi abbiamo goduto della familiarità del suo sound. Peccato per chi non c’era

Articoli correlati