Petizione “Acqua: Gela come Messina”: Non possiamo fermarci ora. Quartieri a secco e acqua inutilizzabile per uso alimentare.

Mancano ancora 1.368 firme per raggiungere 5.000 nella petizione on line lanciata su Charge.org “Acqua: Gela come Messina. Da sempre”. La petizione è stata messa in rete  un mese fa  da quattro giovani professinisti gelesi, ma dopo le prime settimane in cui i cittadini, esasperati da un problema che esiste da sempre, si sono dati un gran da fare a firmare e postare messaggi sulle loro pagine facebook, tutto sembra essersi fermato. È infatti subentrato quello stato di rassegnazione che ci ha sempre caratterizzato. Eppure ancora oggi interi quartieri sono a secco. L’ultimo tra questi quello della cosiddetta “Carrubbazza” , dove da parecchi giorni non viene effettuata la distribuzione con grande disagio per gli anziani che vi vivono. Oggi l’ennesimo appello di Giorgia Turco, uno dei promotori della petizione. «Non possiamo – ha detto Giorgia Turco –  fermarci adesso, bisogna continuare a firmare per far sentire la nostra voce.  Il “calvario” di questa città prosegue e pertanto abbiamo deciso di non chiudere la petizione. Abbiamo ancora bisogno del sostegno e dell’attenzione di tutti per avere, si spera, una normalità». A  Gela, la sesta città più popolosa dell’isola, il problema dell’acqua esiste da sempre, frutto di un intreccio di interessi politici ed economici, oltre che della incapacità gestionale e delle mancanze strutturali che interessano la condotta idrica. Acqua erogata ogni due o tre notti, costringendo tanti a stare svegli per azionare i motorini, e bollette salatissime da pagare al gestore privato. Per non parlare della impotabilità del liquido che esce dai nostri rubinetti. È di questi giorni l’avviso di divieto di utilizzo dell’acqua per usi alimentari nei quartieri di Caposoprano e Macchitella.

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