Piazza Umberto I: dopo gli alberi, via la statua “da fimmina nura”

Una decisione epocale che ha dovuto attendere più di un trentennio per essere attuata. Parliamo di piazza Umberto I che, proprio in questi giorni, sta salutando una volta per tutte gli “alberi della discordia”. Per tanti anni, infatti, l’associazione Archeoclub di Gela, presieduta da Nuccio Mulè, si è fatta carico di una richiesta, quella dell’eliminazione degli alberi appunto, mossa da ragioni innanzitutto igienico-sanitarie e legate al decoro urbano e a questioni di sicurezza. Un’esigenza piú volte manifestata dai cittadini, anche se, come spesso accade, non proprio tutti hanno gioito per la decisione presa. Ma che fine faranno gli alberi espiantati e che ne sarà della piazza? Rassicurando i gelesi e gli ambientalisti, affermiamo subito che gli arbusti hanno soltanto cambiato “casa”; proprio in questi giorni, infatti, l’amministrazione ha incaricato chi di dovere a piantarli in altri spazi verdi della città. Sul futuro della piazza, invece, l’intera superficie verrà nuovamente lastricata e diventerà un tutt’uno con il sagrato della chiesa Madre. In altre parole, si verrà a creare una piazza quasi il doppio dell’attuale con tutti i benefici che ne potranno derivare, primo fra tutti la riqualificazione del centro storico. Non è ancora tutto. Fra le proposte avanzate dall’Archeoclub riguardo a piazza Umberto I vi è anche il trasferimento della fontana della bronzea “donna nuda” e il ritorno al suo posto del busto marmoreo di Umberto I, così da far tornare la piazza com’era una volta. Era infatti il 1903 quando venne inaugurato il busto di re Umberto I, realizzato con marmo di Carrara dallo scultore palermitano Antonio Ugo, simbolo della dedizione della città alla casa sabauda. Nel 1952, però, al suo posto venne impiantata una statua bronzea di una florida donna nuda raffigurante, si disse, Demetra, dea greca delle messi. La statua, opera dello scultore bagherese Silvestre Cuffaro, fu commissionata dalla Regione siciliana o, secondo alcuni, dalla città di Messina e regalata al compianto Salvatore Aldisio, il quale pensò bene di donarla alla sua città. Una statua su cui da decenni si discute se rimuoverla o meno per far tornare il busto di Umberto I, da tempo alla villa comunale.