Pietra calendario a Gela? I risultati saranno illustrati al Teatro Eschilo

Saranno illustrati mercoledì 29 marzo alle ore 10:30, in una conferenza stampa che si terrà alle 10:30 al Teatro Eschilo di Gela, i risultati degli studi sulla scoperta del lastrone di pietra avvenuto nel mese di dicembre a Ponte Olivo, e che è stato annunciato come “stonehenge”, pietra calendario.

La scoperta è stata effettuata dall’archeologo Giuseppe La Spina, con Michele Curto, Mario Bracciaventi e il supporto tecnico di Vincenzo Madonia, amici impegnati nel mondo del volontariato della città di Gela e appassionati di archeologia.
Ad intuire l’importanza del sito è stato Alberto Scuderi, direttore regionale dei Gruppi Archeologici d’Italia, studioso di archeo-astronomia che ha condotto un esperimento sul megalite forato dagli uomini nel periodo preistorico (probabilmente VI-III millennio a.C.), quando esso veniva utilizzato come calendario per misurare le stagioni e i solstizi, avendo come riferimento i movimenti del sistema astrale.

La presentazione dei risultati vedrà la partecipazione straordinaria del prof. Vito Francesco Polcaro dell’Istituto Nazionale di Astrofisica e Planetologia Spaziali (IAPS), uno dei principali attori del panorama internazionale della ricerca astrofisica.

In Sicilia sono stati scoperti alcuni grandi lastroni naturali di roccia forati al centro da un largo buco circolare, palesemente artificiale.

Due di questi, situati nella Valle del Belice a pochi chilometri l’uno dall’altro e da anni oggetto di studio da parte dei Gruppi Archeologici d’Italia e dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, hanno l’asse dei fori orientati verso il punto di levata del Sole rispettivamente all’alba del solstizio di estate e di quello di inverno. Il terzo monumento simile ed orientato al punto ortivo del Sole al solstizio d’inverno, è quello che è stato segnalato nei pressi di Gela.

Per la verifica di questa scoperta, è stato organizzato un sopralluogo interdisciplinare, cui hanno preso parte V. F. Polcaro (INAF-IAPS e ACHe, Univ. di Ferrara), Alberto Scuderi (Vicepresidente Nazionale dei Gruppi Archeologici d’Italia), Ferdinando Maurici (Direttore Museo Regionale di Terrasini), i membri del Gruppo Archeologico di Gela Giuseppe La Spina, Michele Curto, Mario Bracciaventi e Vincenzo Madonia, che per primi hanno segnalato l’ultimo monumento in ordine di scoperta, e dal Presidente Regionale dell’Ordine dei Geologi della Sicilia, Giuseppe Collura.

Quest’ultimo ha escluso che il foro possa essere un effetto della naturale attività erosiva. È stato effettivamente riscontrato che anche in questo caso si tratta di un monumento realizzato dall’uomo modificando un lastrone di arenaria e orientando lo scavo del foro in modo che il Sole sorga al suo centro all’alba del solstizio d’inverno.

Questa scoperta ha un’importanza notevole perché indica che l’uso di tali “calendari di pietra”, realizzati molto probabilmente nell’Età del Bronzo per evidenziare le date dei solstizi a scopo cronologico e cultuale, era diffusa su un area molto più vasta della Valle del Belice e permette di avanzare motivate ipotesi sulla civiltà che li ha costruiti.

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