Pipino il Breve inaugura con successo la stagione teatrale all’Eschilo

Tutto esaurito per la rappresentazione della celebre commedia musicale in due tempi di Tony Cucchiara Pipino il Breve che, ieri, ha aperto la stagione 2015-2016 del Teatro “Eschilo”. Sul palco, accanto a Tuccio Musumeci, un cast d’eccezione, tra cui Cosimo Coltraro, Massimiliano Costantino, Evelyn Famà, Margherita Mignemi, Gianpaolo Romania, Elena Ronsisvalle, Olivia Spigarelli e Riccardo Maria Tarci, con la regia di Giuseppe Romani. Una carriera brillante quella di Tuccio Musumeci, iniziata nel cabaret e nell’avanspettacolo, insieme a Pippo Baudo, nella Catania degli anni Sessanta.

La sua straordinaria vis comica e la mimica da burattino ne fanno un caratterista unico nel suo genere. Tanti i successi portati in scena, da Cronaca di un uomo di Pippo Fava a Il Consiglio d’Egitto di Leonardo Sciascia e, ancora, a Classe di Ferro di Aldo Nicolaj. Un’ascesa che ben presto lo consacrerà tra i simboli indiscussi del teatro italiano e, in particolar modo, di quello siciliano. Versatile, poliedrico e ideatore di un linguaggio scenico sempre fresco e innovativo, Musumeci si conferma, ad ogni incontro con il pubblico, maestro d’interpretazione.

Lavora anche nel cinema in opere come Mimì metallurgico ferito nell’Onore di Lina Wertmuller, Porte aperte di Gianni Amelio, Lo voglio maschio di Ugo Saitta, Virilità di Paolo Cavara e La Matassa di Ficarra e Picone. Da ricordare la sua partecipazione ad un episodio dell’ottava serie della fiction Don Matteo, su Rai Uno, in cui veste i panni del suocero del maresciallo Cecchini, interpretato da Nino Frassica. Dal 2008 dirige il Teatro Brancati di Catania.

Ispirandosi ai ritmi e ai moduli caratteristici dell’Opera dei Pupi, con una nota di spiccata originalità, Pipino il Breve racconta le vicende del re dei Franchi, figlio del sovrano Carlo Martello e padre del futuro imperatore Carlo Magno.

Dal 1978 lo spettacolo calca i palcoscenici di tutto il mondo, conquistando il parere favorevole di pubblico e critica. Un cast che si è rinnovato periodicamente lungo questi anni, quello che affianca Musumeci, pietra miliare dell’opera di Cucchiara, e che oggi si propone agli spettatori in una veste armonica in cui ogni attore esprime al meglio la peculiarità caratteriale del ruolo che interpreta.

Alla parola, veicolo prezioso e autentico del sostrato psicologico dei personaggi, si uniscono, in un mix di assoluta vitalità, le coreografie di Silvana Lo Giudice sulle musiche originali di Cucchiara. Particolarmente emozionante il duetto d’amore tra la perfida Falista e il suo fido servitore Marante, a ragione considerato una delle poesie amorose in musica più belle della tradizione siciliana e non solo. A Evelyn Famà, Falista, un plauso per la gestualità sapientemente studiata, in modo da ricalcare alla perfezione le movenze dei pupi siciliani.

Vivaci e suggestivi i costumi, curati da Francesco Geracà, che hanno dato un valore aggiunto alla scena, trasportando lo spettatore nell’antica corte di Francia, popolata da messaggeri, musici e dame.

<<Il teatro non è il paese della realtà – scriveva Hugo. Ci sono alberi di cartone, palazzi di tela, un cielo di cartapesta, diamanti di vetro, oro di carta stagnola, il rosso sulla guancia, un sole che esce da sotto terra. Ma è il paese del vero: ci sono cuori umani dietro le quinte, cuori umani nella sala, cuori umani sul palco>>.

Tutto questo Tuccio Musumeci e la sua compagnia sono riusciti a trasmettercelo magistralmente.

Lo spettacolo sarà replicato questo pomeriggio alle ore 17,15.

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