Piramide alimentare vs Piatto sano

Della piramide alimentare tutti ne hanno sentito parlare almeno una volta, una rappresentazione grafica utilizzata per descrivere un certo tipo di dieta, così da capire in modo intuitivo ed immediato i principi fondamentali del modello alimentare raffigurato.
È stata probabilmente la guida alimentare più riconosciuta, l’espressione di una divisione in porzioni settimanali di alimenti contenenti nutrienti diversi : gli alimenti che stanno alla base sono quelli da prediligere o da consumare quotidianamente, mentre il consumo di quelli che stanno al vertice è da moderare in frequenza e/o quantità.
La piramide della dieta mediterranea, ad esempio, si basa su un buon apporto di legumi, cereali, olio di oliva e abbondante frutta e verdura.
Da un paio di anni, la Harvard School of Public Health ha elaborato un nuovo simbolo per suggerire alla popolazione come costruire un piatto sano: MyPlate.
Vediamolo insieme!
La prima metà del piatto deve essere composta da frutta e verdura, con una particolare attenzione ai colori: verdure rosse, arancione e verde scuro (come pomodori, patate dolci e broccoli), in piatti principali o di contorno.
Un quarto del piatto è occupato dai cereali – pane, pasta, riso e cracker – e meglio se integrali.
Infine, si suggerisce di variare le scelte alimentari proteiche: un piatto a base di pesce, o di fagioli (fonte naturale di fibre e proteine), ma anche carne e pollame.
Il Piatto Sano consiglia di completare il pasto con acqua, e 
per quanto riguarda i dolci, mi dispiace per i più golosi,  ne sconsiglia il consumo quotidiano.
E il latte? Recentemente la Harvard School of Public Health ha cambiato le sue linee guida, decretando che latte e latticini non sono una buona fonte di calcio e non favoriscono la salute delle ossa. Ne scoraggia quindi il consumo abituale e/o in consistenti quantità.
È anche vero che, come per la Piramide Alimentare, un’icona non può insegnare tutti i concetti di nutrizione né, da sola, favorire un cambiamento del comportamento: ad esempio non riporta la quantità di grassi e zuccheri che è accettabile mangiare, non fa distinzione tra cereali raffinati e i cereali integrali, o tra carni grasse e altre fonti proteiche diverse.

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