Pitbull abbandonati, l’appello delle associazioni animaliste: “Più controlli per i cani senza microchip”

Un sospiro di sollievo durato appena un paio d’anni, ma in questi mesi tutto sembra essere tornato come prima.

Parliamo dei cani abbandonati sul territorio e, nello specifico, di cuccioli di pitbull trovati dai volontari delle associazioni animaliste che operano a Gela. Un dato raccapricciante: ogni settimana almeno tre pitbull segnalati, un numero altissimo.

A determinare questa situazione sicuramente i padroni che lasciano accoppiare e riprodurre i propri cani per cederli a pochi euro ad amici e conoscenti, senza curarsi del destino di questi cuccioli. A rivolgere un appello alla comunità sono stati proprio i volontari, preoccupati dai numerosi ritrovamenti di questo periodo.

“I pitbull sono cani che non riescono a sopravvivere per strada – si legge in un post – vi sembrerà strano, ma è uno dei cani con più difficoltà a riuscire a procurarsi cibo e a rimanere in un posto stabile per garantirsi un minimo di benessere. La situazione è tornata a essere fuori controllo e, ancora una volta, mi trovo qui a fare un appello: servono urgentemente dei controlli per i cani padronali! Dovete bussare nelle case, una ad una e andare a scovare tutti i cani senza chip!”.

Un messaggio duro e diretto, rivolto proprio a coloro che possiedono già dei cani e che dovrebbero, per legge, farli registrare all’anagrafe canina attraverso il microchip. Chi non rispetta questo obbligo può incorrere in pesanti sanzioni.

(In foto: uno dei cuccioli di Pitbull ritrovati in città, in cerca di adozione)