Più social e meno libri: il triste rapporto tra i giovani e il piacere della lettura

Sono più i libri pubblicati tra le foto di Instagram che quelli realmente letti. Potrebbe essere questo il triste ritratto del rapporto tra cultura e giovani, sempre meno attratti dal piacere della lettura e sempre più incantati dai like e dai commenti sui social.

Oggi, ormai, si legge spesso per lavoro, per studio o per necessità, difficilmente per volontà. Un dato, questo, destinato a farsi più notevole e marcato se si scende con l’età. In una società in cui si corre per tutto e il mondo passa attraverso il giudizio di un social network, riscoprire la curiosità per la storia – romantica, drammatica o avventurosa – di un buon libro diventa sempre più distante dalle abitudini quotidiane.

Parlando con i giovani, la responsabilità potrebbe essere in parte della scuola, o meglio, di alcuni insegnanti che fanno pesare agli studenti il momento della lettura, non stimolando in loro il dovuto interesse. Per altri, invece, la colpa di questa diffusa disaffezione nei confronti della lettura potrebbe essere proprio da attribuire alle nuove tecnologie che hanno accelerato tutto, rendendo troppo lungo il tempo da dedicare a un libro.

Insomma, forse dovremmo fare come disse qualcuno una volta: “Sforzati di leggere per cinque minuti al giorno, poi per sette, per dieci e continua così, fino a smettere di contare il tempo. Vedrai che, alla fine, ogni momento sarà sempre quello giusto per un buon libro”.