‘Popolo della Famiglia’ traccia il profilo del candidato sindaco di Gela: tra tutti emergono i nomi di tre uomini gelesi

Gianfranco Mancuso, Giuseppe Spata e Luigi Di Dio secondo i dirigenti nazionali di Gela del ‘Popolo della Famiglia’ Emanuele Zappulla e Renato Messina potrebbero essere i profili idonei a rivestire le cariche di sindaco della città.

“Un profilo – si legge in una nota – che possa condividere quell’area politica popolare tanta amata da Sturzo, che aveva intuito la grave crisi che si stava lentamente insediando su tutto il territorio nazionale, le pressioni che venivano da ogni angolo, dai socialisti ai comunisti, dai fascisti ai liberali, tutti pensieri insomma che spostavano il baricentro dell’uomo, portandolo alla deriva antropologica. Il nostro candidato a sindaco di Gela ha già un profilo scaturito dalle necessità del territorio, non è il principe azzurro con il mantello e un cavallo da 100.000 euro.

Il nostro candidato sindaco, a differenza di tanti pupi e pupari, ha libera espressione di decidere quale sia la migliore strategia economica politica e sociale per ribaltare lo stato della città, senza chiedere il permesso a Caltanissetta o a Palermo, il nostro sindaco lo abbiamo scelto perché ha un cuore, organo primario per guardare verso il basso e aiutare le famiglie indigenti, i poveri e accelerare gli iter per cercare fondi a beneficio della città, uno che firma senza tremori documenti e regolamenti, avendo chiara la prospettiva: cercare investimenti per ridare speranza ai giovani e alle generazioni future, un uomo che possa entrare nelle case delle famiglie, guardare ogni angolo delle strade, vie e quartieri per verificare con i propri occhi le condizioni dei suoi concittadini, uno che scende negli uffici ENI per imporre con forza il futuro del sito industriale, migliorando le aree, facendogli tracciare nuovi percorsi e progetti, aiutando l’amministrazione ad abbassare lentamente la disoccupazione.

Lavorare sui liberi consorzi, snellire le autorizzazioni per i progetti balneari, aprire nuovi rapporti e dialoghi con conf-commercio, esercenti e invitare imprenditori a investire e progettare centri commerciali. Il nostro sindaco – prosegue il comunicato a firma di Zappulla e Messina – deve essere voce di chi è rimasto troppo tempo senza lavoro, senza diritto, senza casa, uno che non ha paura di dire: ‘Fermiamoci tutti per risolvere i problemi della sanità, tagli e incrementare servizi e reparti’. La nostra città vive da oltre 2700 anni, riportiamo Gela alle origini. Gela deve risorgere attraverso un uomo che richiami altri uomini al servizio, facendo della politica la più alta carità, guardando la città come una visione possibile, una visione che si materializza attraverso le mani e il sacrificio di tanti. Il nostro candidato a sindaco è un uomo di Dio che ama le associazioni e i movimenti e favorisce ogni loro attività per il bene dell’individuo.

Il nostro sindaco è stato scelto perché è il sindaco di tutti”. Le riflessioni di Zappulla e Messina sono scaturite dall’assemblea nazionale tenutasi a Roma con il presidente del Popolo della Famiglia Mario Adinolfi. “Siamo noi del Popolo della Famiglia i soli veri eredi di don Luigi Sturzo – ha detto – quelli che porteranno il soggetto politico autonomo cristianamente ispirato nella sfida del secondo secolo della sua storia. Si fa un gran discutere del ‘partito dei cattolici’ da costituire, senza accorgersi che da anni questo partito c’è già e cresce elezione dopo elezione. Saremo presenti con il nostro simbolo anche alle elezioni europee del 26 maggio e ci saremo solo noi a rappresentare i cattolici e il popolarismo.

Chiediamo ai sette milioni di cristiani che vanno in chiesa tutte le domeniche di mobilitarsi per una presenza identitaria, che sia anche partitica e che sappia così condizionare l’Europa con l’azione che viene da cento anni di cattolicesimo politico in Italia. Siamo popolari e dunque altra cosa rispetto al pericoloso populismo gialloverde, alternativi alle sinistre in preda all’ennesimo camuffamento dal 1989 a questa parte, stavolta secondo il metodo Calenda, che vuole liste del Pd senza simbolo del Pd. Governo e opposizioni sono accomunati dall’idea che gli italiani siano, evidentemente, poco intelligenti. Noi del Popolo della Famiglia, che popolo siamo, sappiamo che certi trucchi non incantano più nessuno”.