Porto di Gela: “Con i proclami e l’indignazione non si fa il pane”, chiesta Conferenza dei Servizi

L’indignazione e i proclami non libereranno le barche dal porto insabbiato né daranno lavoro ai pescatori, occorrono i fatti. Così il comitato dei pescatori del golfo di Gela, presieduto da Davide Calabrese, che hanno chiesto con urgenza la convocazione della Conferenza dei Servizi, promessa ad aprile. Dopo lo schiaffo ricevuto dai fondi erogati per il porto di Marsala, di contro al silenzio calato sul porto gelese, adesso la città pretende risposte concrete.

“Vogliamo conoscere i contenuti del protocollo attuativo tra ENI e Regione Sicilia per capire che tipologia di investimento è prevista – si legge in un comunicato del comitato – pretendiamo che vengano utilizzate le compensazioni così come previsto dal protocollo sottoscritto il 6 novembre 2014. Pretendiamo che i deputati regionali gelesi, Giuseppe Arancio e Pino Federico, diano seguito agli impegni presi nel corso dell’ultima riunione. Il tempo è scaduto – conclude la nota – i pescatori riuniti in associazione e il Comitato del Porto di Gela daranno origine alle azioni che riterranno opportune per riprendersi la dignità di lavoratori sottratta da troppo tempo. Con i proclami non si fa il pane”.

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