Porto di Gela. Arancio: bisognava rispettare l’intervento di emergenza voluto dalla Protezione Civile

Bisogna lasciare completare il canale di emergenza per permettere ai mezzi di soccorso e della Capitaneria di Porto di intervenire velocemente in caso di situazione di pericolo. Questo ha detto l’on. Giuseppe Arancio, rammaricato per lo stop dei lavori sul porto di Gela.

Era la fine di gennaio quando il comandante della Guardia costiera di Gela, Pietro Carosia, ha ordinato il divieto di entrata e uscita dal porto rifugio gelese a tutte le imbarcazioni con un pescaggio superiore a 50, oltre i mezzi della Capitaneria stessa, anche i natanti di supporto al porto industriale dell’Eni (rimorchiatori, guardie ai fuochi e mezzi antincendio) sono da un bel po‘ al porto di Licata. È stata poi la Protezione Civile a chiedere la riprofilatura dei fondali per ristabilire la funzionalità del porto di Gela e il ritorno dei mezzi ricorevati al porto di Licata. Ma subito dopo l’arrivo della draga Vega 1 e la rimozione della sabbia sono state evidenziate delle irregolarità nei lavori di quelli che per l’amministrazione era solo un buco al centro del porto. Il sindaco ha segnalato subito alla procura e agli organi competenti delle deviazioni rispetto alle norme di tutela ambientale.

“Con l’intervento della procura i tempi si allungheranno ulteriormente, e intanto a noi rimane un porto con i lavori bloccati, spero che non succeda nulla che richieda un intervento immediato dei mezzi di soccorso”. ha detto l’on. Arancio. Il Gruppo di lavoro ha sempre richiesto i lavori definiti sul porto, quelli che comprendono il dragaggio e l’allungamento del braccio di ponente”. “Il lavoro di emergenza non escludeva il lavoro di riqualificazione, purtroppo sul bando di caratterizzazione delle sabbie sono cambiate delle disposizioni in itinere che hanno fatto allungare i tempi di pubblicazione, intanto bisognava dal mio punto di vista rispettare la decisione della Protezione Civile, senza sollevare nessun contrasto”. Il porto intanto rimane lì in una situazione di stasi. Da quel 26 novembre 2016, giorno in cui si è brindato per la rinascita del porto tanti sono stati gli incontri e gli interventi, ma il porto e la città rimane sempre allo stesso punto.