Porto di Gela, tutto tace. Operatori portuali in attesa della convocazione da parte del prefetto

Tutto tace. Il comitato del porto del Golfo di Gela con i diportisti e pescatori hanno momentaneamente sospeso la protesta, in attesa di una convocazione da parte del prefetto di Caltanissetta.

Dopo due anni di incontri e riunioni, fondi Eni stanziati e autorizzazioni arrivate, ancora un miraggio sembra l’inizio dei lavori di rifacimento del porto rifugio di Gela.

Ferme da oltre un anno le attività legate alla pesca. “Non usciamo con le nostre barche dal mese di gennaio, anche se prima lavoravamo solo a piccoli periodi”. ha detto Davide Calabrese, portavoce del Comitato dei pescatori.

Dopo l’ordinanza emanata da parte della Capitaneria di porto, nessun mezzo ha potuto transitare nel porto di Gela, nemmeno quelli di soccorso, per l’insabbiamento che ha ridotto il fondale a meno di 40 centimetri. Eppure già sembrava tutto pronto per l’avvio dei lavori di riqualificazione che avrebbero dovuto comprendere il dragaggio e l’allungamento del braccio di ponente, ma fino ad oggi l’unico annuncio è quello del governatore Rosario Crocetta, per i lavori di escavazione che permetteranno il transito in una lingua di mare. Forse quelli inizieranno presto, ma per il resto tutto sembra in “alto mare”.

“Non saranno questi piccoli interventi a dare una soluzione al porto di Gela. Tutte le riunioni che abbiamo fatto a Palermo miravano ad un intervento risolutivo, una riqualificazione totale del porto, che comprendeva anche l’allungamento del braccio di ponente”.

La protesta da parte degli operatori portuali è andata avanti per cinque giorni, un sit-in pacifico in cui però nessuna risposta è arrivata da parte della dirigenza politica. “La politica non sa più cosa rispondere, c’è un accordo scritto firmato da Eni, Regione e Comune, e ancora stiamo qui ad aspettare cosa?”.Ha detto Davide.

 Un porto nuovo lo chiede una intera città. Sarebbe un bel polmone di ossigeno per il rilancio economico di Gela. Ci sono 5 milioni e 800 mila euro delle compensazioni Eni, che dovrebbero servire a questo. Gli operatori portuali temono che i lavori di escavazione che magari partiranno presto, potranno intaccare quella somma che dovrebbe invece servire alla sua riqualificazione: unica via da percorrere. Intanto le proteste sono state sospese, ma non si escludono altre azioni che riguarderanno la vertenza porto.

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