Porto rifugio Gela; pescatori alla fame e progetto ancora non autorizzato. Interviene il M5S

“Il vicesindaco Simone Siciliano nella conferenza dei servizi sul porto rifugio che si è tenuta a Palermo il 9 maggio scorso ha dichiarato di avere già autorizzato il progetto per conto del Comune e che si sta procedendo con tutto l’impegno del caso e che con altrettanto impegno incontreranno l’Eni e la Regione per sottoscrivere l’ennesimo accordo relativo al porto”.  

Sulla questione è intervenuto il gruppo consiliare del Movimento cinque Stelle di Gela che afferma che  “il progetto di cui parla il vicesindaco non è ancora completo nella sua fase esecutiva, di conseguenza, lo stesso non è stato formalmente autorizzato da alcun ente preposto, perché mai presentato ufficialmente; il Comune, una volta ricevuto il progetto esecutivo, se dovrà esprimere un parere, lo farà in seguito ad una regolare istruttoria, o conferenza dei servizi.

“La conferenza dei servizi – affermano i consiglieri –  procede col ripresentare lo stesso progetto preliminare, già discusso in una precedente conferenza, convocata sempre a Palermo, il 24 febbraio scorso dalla protezione civile, nella quale avevano preso parte i comitati dei pescatori e dei diportisti, le associazioni Legambiente Gela e Lipu, ed i consiglieri comunali, Virginia Farruggia, Salvatore Scerra e Vincenzo Cirignotta, che hanno aderito al tavolo tecnico sul porto rifugio; già in quella data era emersa la criticità proprio sulla copertura finanziaria e la conseguente impossibilità, da parte della protezione civile, di passare alla fase successiva del progetto, cioè a quella esecutiva, senza la certezza del finanziamento. Si prese atto, quindi, della necessità di convocare l’Eni, così da procedere velocemente, visto lo stato di emergenza in cui già allora versava il porto”.

Quindi sono trascorsi inutilmente due mesi e mezzo, non tenendo conto, sia del comparto pesca, ormai alla fame, sia dei requisiti minimi di sicurezza che la capitaneria di porto dovrebbe garantire in caso di incidenti negli impianti offshore della stessa Eni.

La democrazia partecipata va bene ma fino ad un certo punto”.

“Così afferma in un passaggio il vicesindaco- sottolineano i consiglieri – a quella che sarebbe dovuta essere una conferenza di servizi a beneficio della città e di quelle categorie che forse per troppo tempo sono state dimenticate dalla politica, forse perché non rappresentavano un numero di consensi appetibili; una politica che non ha saputo garantire uno sviluppo economico diversificato ed equo per tutti, sempre e solo legata all’incerto sviluppo del comparto petrolifero”.

I cosiglieri pentastellati ringraziano per il  lavoro tempestivo la  protezione civile di Palermo, il direttore ing. Foti e il  Tecnico ing. Calafato. Otto mesi   di incontri e collaborazioni anche con le associazioni del territorio, a quest’ultimo tavolo, alla presenza della protezione civile, dell’amministrazione comunale,  del Genio Civile di Caltanissetta e del Comandante della Capitaneria di porto, assente era l’Eni, che avrebbe dovuto dare un impegno certo circa la copertura finanziaria dell’intero progetto, per un ammontare di circa 5 milioni di euro.

“Il Movimento 5 stelle, a tal proposito, nella persona del suo portavoce all’ARS, Giancarlo Cancelleri, ha proposto di avviare immediatamente e senza ulteriori ritardi quegli interventi del progetto che possano consentire ai pescatori di lavorare. Qui il problema non è andare in somma urgenza, la realtà delle cose è che mentre si discute di mese in mese, un intero comparto di lavoratori e famiglie legato al porto sta morendo. Serve un intervento chirurgico, in attesa che l’amministrazione ci dia contezza circa la copertura economica del progetto ancora preliminare, che non mortifichi l’impegno dei soggetti coinvolti sul territorio negli ultimi mesi e non crei altro sperpero di denaro pubblico. “