Prenderci cura dei randagi non è per noi un gioco. Il sindaco mostra insenbilità. Intervengono le volontarie di Il mondo di Pluto

L’amministrazione  di Gela continua a mostrare insensibiltà verso il crescente fenomeno del randagismo in città, mantenedosi lontana da iniziative di collaborazione le con associazioni animaliste del territorio. Questo quanto sottolineato dalle volontarie dell’associazione animalista Il  Mondo di Pluto. 
Ottenere un appuntamento con il sindaco Domenico Messinese è diventato impossibile, hanno detto le volontarie Maria Pia Paruzzo e Antonella Barbetta, che hanno più volte chiamato il primo cittadino.
 L’associazione animalista Il mondo di Pluto, come le altre in città, sono al collasso, in quanto i cani abbandonati stanno proliferando e gli stalli messi a disposizione dai volontari sono ormai stracolmi. 
I volontari da anni si occupano dei quattrozampe del territorio, che accolgono, curano, sfamano, vaccinano, microchippano e fanno adottare.
 “Per la microchippatura siamo costrette ad andare a Niscemi, in quanto a Gela non esiste il servizio e saremmo costrette a pagarlo”. Hanno detto le animaliste di Il mondo di Pluto.
 Il sindaco Domenico Messinese ha emanato qualche mese fa una ordinanza con cui   il comune ha affidato alle associazioni volontarie animaliste del territorio il compito di adoperarsi per le adozioni dei cani randagi presenti: per ogni cane alloggiato nel canile di Caltanissetta, verrà corrisposto 100 euro all’associazione che si è occupata della sua  adozione, per ogni cane fatto adottare e che non appartiene al canile, 30 euro di contributo, oltre alle spese di microchippatura, sterilizzazione e vaccinazione. 
“Come si può pensare di far adottare i cani di Ricara, quando ogni giorno ci vengono segnalati cani, cuccioli e adulti, che sono stati abbandonati e che gironzolano sia al centro che in periferia della città di Gela?” Ha sottolineato Maria Pia Paruzzo. “Come ci dobbiamo comportatre quando vediamo un cane per strada, solo, affamato e infreddolito? ” Chiede al sindaco Antonella Barbetta.
 Eppure nella vicina Caltanissetta il Comune ha siglato un accordo con le associazioni animaliste del territorio, e un terreno confiscato potrebbe essere destinato ad accogliere i cani. Il comune nisseno inoltre sosterrà le iniziative da attuare per la sterilizzazione dei cani privati e l’anagrafe canina. Inoltre è stata annunciata la prossima riapertura dell’ambulatorio di contrada Buccheri (chiuso da due anni) per la sterilizzazione, con veterinari dell’Asp, non solo dei gatti, ma anche dei cani randagi, e l’ istituzione di uno sportello per le emergenze per i cani e per la segnalazione di aggressioni da parte dei randagi che continuano a susseguirsi.
“Perchè il nostro sindaco non prende esempio dalla vicina Caltanissetta?” Hanno chiesto le volontarie di Il mondo di Pluto. Sempre più cani vengono abbandonati nella città di Gela, che ha un aumento esponenziale del fenomeno del randagismo. Sempre più cani finiscono sotto le ruote delle auto. Fondamentale è la sterilizzazione. 
“Come si fa a non capire che la sterilizzazione sia fondamentale per combattere il randagismo? Noi non siamo più in grado di accogliere altri cani” Hanno messo in evidenza le volontarie. Eppure con la precedente amministrazione la sterilizzazione e reimmissione nel territorio dei cani randagi sembrava funzionasse. 
“Vorremmo capire per quale motivo il servizio è stato interrotto. Di chi sono le responsabilità? ” Ha chiesto Antonella Barbetta.
 Nel mese di settembre scorso, durante il sit-in a Palazzo di Città dei volontari di Il mondo di Pluto, l’assessore Morello aveva promesso il centro di sterilizzazione. 
“Lo ha detto davanti il consigliere Giuseppe Ventura, affermando che entro un mese Gela avrebbe avuto il suo centro di sterilizzazione. Ma finora non abbiamo visto nulla.  E se chiamiamo il sindaco o non risponde o dice «sto lavorando», come se noi stessimo giocando, o il prendersi cura dei quattrozampe che appartengono comunque alla città, al primo cittadino, fosse per noi un gioco o un passatempo”. Hanno detto le volontarie. 

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