Preparavano attentato a carabiniere, arrestati in cinque. Indagini a Resuttano, nell’azienda in cui lavorava il genero di Toto Riina

Stanotte i carabiniei della Compagnia di Caltanissetta hanno fermato cinque persone, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia nissena, perché stavano preparando un agguato nei confronti di un maresciallo dei carabinieri, troppo ligio al dovere. I fermi sono stati effettuati tra Caltanissetta, San Cataldo e Resuttano. L’inchiesta, denominata “Enclave”, è nata da una serie di violazioni commesse all’interno di in una azienda agricola nelle campagne di Resuttano di proprietà di Maria Antonietta Dell’Edera e Katia La Placa, un podere di recente confiscato dal Tribunale, dove lavorava anche Antonio Ciavarello, genero del capomafia Salvotore Riina. Il commando disponeva di un gran quantitativo di armi.. Già il 6 novembre scorso a Resuttano i militari, nel corso di una perquisizione domiciliare, avevono arrestato Di Prima Salvatore del ’41, trovato in possesso di un fucile calibro 6 con 22 cartucce per fucile dello stesso calibro e  di varie marche. Le armi sono state trovate sotterrate in un terreno ai confini con Resuttano. I fermati sono: Michele Giarratana, 40 anni di Caltanissetta, con precedenti penali; Maurizio Porcello, 44 anni, pastore di Resuttano con precedenti penali; Salvatore Macaluso, 18 anni di Resuttano con precedenti penali, Salvatore Faulisi 38 anni di San Cataldo con precedenti penali e Raimondo Scalzo, netturbino di San Cataldo di 32 anni, pure lui con precedenti.