Presidente non ci lasci orfani di un aiuto concreto. Le donne di Gela riscrivono a Crocetta

Non hanno ancora ricevuto nessuna risposta da parte del Presidente della Regione Rosario Crocetta, le donne di Gela mogli degli ex operai dell’indotto gelese. Le battagliere donne, che ogni giorno devono fare i salti mortali per portare avanti una famiglia in cui non entra più nemmeno uno stipendio mensile, si erano rivolte al governatore siciliano il 18 gennaio scorso, chiedendo una possibilità di lavoro, non solo per i loro mariti, ma anche per i tantissimi disoccupati della città. 
“Gela è in ginocchio e ha bisogno di lavoro”. Lo hanno gridato fin da quando il gruppo di donne, il cui portavoce è Marisa Bevilacqua, moglie di un ex operaio Remosa, ha deciso di far sentire le loro difficoltà alle istituzioni. Il tutto è iniziato con una  lettera inviata al sindaco Domenico Messinese, che ha risposto sottolineando la sua vicinanza alla donne. Ma le donne vogliono fatti concreti, non sentimenti di compassione. “Noi dobbiamo sfanmare i nostri figli, pagare le bollette, abbiamo anche un mutuo”. Hanno sempre sottolineato.
 Donne i cui mariti sono stati licenziati dalle ditte dell’indotto per cui lavoravano, e che non sono riusciti più rusciti ad inserirsi nel mondo del lavoro, nè nella città di Gela, nè altrove. “Qui a Gela abbiamo comperato casa, e  abbiamo creduto in questa città”, hanno più volte detto le mogli. Purtroppo questa città ha voltato loro le spalle, l’Eni è andata via e ha portato con sè anche il lavoro che c’era. Una situazione che si è riflessa sull’intera città. Perchè dopo la fuga di Eni Gela sta subendo una vera e propria implosione economica.  Il natale appena trascorso è stato molto triste per tante famiglie gelesi. Le donne assieme ai loro mariti disoccupati, ma anche ai figli si sono riuniti nel mese di dicembre sotto l’albero dei natale di Piazza Umberto I, per una fiaccolata del silenzio, contro il silenzio delle istituzioni. E anche ieri le donne hanno deciso di riscrivere al presindente della Regione. Una lettera aperta che qui riportiamo integralmente. 
“illustrissimo Presidente Rosario Crocetta
 
Chi le scrive è sempre il Comitato spontaneo delle  mogli degli ex operai dell’indotto della Raffineria di Gela unitamente al Movimento Rosa per la rinascita di Gela
In data 18/ 01/ 2017 avevamo chiesto un incontro tramite una lettera aperta,per esporLe la situazione e discutere dei nostri problemi; ad oggi non abbiamo ricevuto nessuna risposta !. Siamo coscienti dei suoi innumerevoli e pressanti impegni ma riteniamo che la situazione a Gela stia repentinamente ed inesorabilmente  precipitando in un baratro di disperazione collettiva. Noi rimaniamo ancora fiduciose  IN UNA SUA RISPOSTA in un cenno di sostegno. Non volga lo sguardo altrove . Ciò che oggi nuovamente le chiediamo è  di non abbandonarci e non lasciarci ancora orfani di un aiuto concreto, stiamo combattendo tutti i giorni contro l’indifferenza generalizzata e la crisi.
Siamo semplici e onesti cittadini, con le mani libere , non apparteniamo a nessun partito politico ma soprattutto non ci facciamo strumentalizzare da nessuno. Siamo di supporto alla vertenza Gela auspicando una rapida soluzione della vicenda per noi, per i lavoratori e per tutti i Gelesi
Nonostante tutto la nostra determinazione è tanta;  non abbiamo  nessuna intenzione di arrenderci né di essere preda di facili speculazioni , noi siamo il cuore del problema e portiamo sulle spalle, in prima persona, tutto il peso dell’emarginazione e dell’indifferenza e quest’ultima, lo diciamo apertamente,  fa male ancora di più della crisi .
 
Certe, questa volta,  di un suo sollecito riscontro. Le porgiamo Distinti Saluti “