Primo maggio “Festa dei disoccupati”

L’Italia si prepara a celebrare il primo maggio, data in cui ricorre la “Festa dei lavoratori”, oggi ribattezzata “Festa dei disoccupati”. Una ricorrenza che, in un periodo di crisi economica così delicato, si veste di amarezza e sconforto. “Sarà un primo maggio triste, all’insegna del lavoro che manca o che tarda ad arrivare nonostante le affannose manovre del Governo nazionale attraverso il Jobs Act per cercare di sanare la situazione economica e occupazionale italiana”. Così il Segretario Generale della Filca Cisl di Agrigento, Caltanissetta ed Enna, Francesco Iudici. “Per molti ex lavoratori la festa del primo maggio quest’anno ha un colore diverso, scuro, triste, nebuloso. I dati diffusi dai media nazionali sono, infatti, catastrofici sul fronte occupazione. Una situazione critica che registra un’altissima percentuale di disoccupazione. I dati poco confortanti mostrano l’Italia come il Paese con la più alta percentuale di giovani fra i quindici e i ventiquattro anni che non studiano e non lavorano. Il nostro Paese, soprattutto il sud, è fra quelli che hanno subìto più danni dalla crisi degli ultimi anni con un calo dell’occupazione del 4,78%, dal 62,8 del 2007 è passata infatti al 59,8 del 2013 e poi ancora giù al 55,7% nel 2014, un numero che è due volte superiore alla media europea del 68,4. Noi – ha continuato Iudici – come Filca Cisl Agrigento Caltanissetta Enna continueremo a portare avanti iniziative per accendere i riflettori sull’emergenza lavoro cercando di sensibilizzare e coinvolgere l’opinione pubblica e le istituzioni. L’obiettivo è quello di rilanciare il settore delle costruzioni, lo sviluppo dei tre territori e soprattutto il contrasto della crisi profonda dell’edilizia. L’invito alla politica ad ogni livello, locale, regionale e nazionale – ha poi concluso il Segretario Generale – è quello di riflettere sui motivi della profonda crisi che tarda a scomparire e di cominciare sul serio ad attivare rapidamente quante più iniziative utili a produrre sviluppo e soprattutto occupazione”. Un primo maggio, dunque, che dovrà fare i conti con numeri e percentuali disastrose: dal 2007 al 2014, infatti, il tasso di disoccupazione è aumentato del 108 %, più del doppio rispetto alla media Europea, mentre in Sicilia il tasso di occupazione è sceso sotto il 39%.

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