Pro Gela chiude la stagione con una vittoria a San Cataldo

Non ci voleva di certo la sfera magica per capire che questa Pro Gela non avrebbe avuto grandi difficoltà nell’ultima partita stagionale contro la Vigor San Cataldo reduce da due sconfitte consecutive in questo quadrangolare di play-off/ play-out, ma le insidie più pericolose sono piuttosto arrivate dalla panchina: una rosa già abbastanza esigua ha accusato altri acciacchi che si aggiungono alla pesantissima assenza di capitan Mirko Caglià. I gelesi sono arrivati a questo match praticamente stremati, con una rosa ridotta all’osso dopo due risultati utili e sofferti contro Real Parco e Leonforte e soprattutto con la salvezza matematica acquisita. I due cambi a disposizione di mister Enzo Fecondo sono il portiere Francesco Russello (classe ’98) e Fabrizio D’Amaro (classe 2000) i due giovani della juniores che però, fino ad ieri, quest’anno non avevano fatto ancora il loro esordio in prima squadra. Il risultato finale è stato di 4-5 per le pantere nero-verdi a testimonianza che alla fine il match non è stato proprio a mo’ di gita da scolaresca, anzi i due gol, con i quali la Vigor s’era portata sorprendentemente sul 2-0, avevano fatto infuriare mister Fecondo. Soltanto uno strepitoso Marchese e un inesauribile Guaia sono riusciti a reindirizzare la vittoria sui binari gelesi anche se con qualche patimento di troppo.

Dopo il doppio vantaggio dei padroni di casa del San Cataldo, i gelesi sono riusciti dapprima a pareggiare e poi a chiudere il primo tempo sul risultato di 3-2. Nella ripresa sono stati ancora i gelesi a fare la partita e a chiudere definitivamente i conti con il risultato di 5-4. Le reti della Pro Gela portano la firma di Guaia, Martorana e la tripletta di Marchese. Uno soltanto invece è il gol subìto dal giovanissimo portiere Francesco Russello subentrato nella ripresa a Vincenzo Nicoletti.
Questa Pro Gela non meritava di fare i play-out, non meritava una stagione di questo tipo, ma nello sport bisogna essere anche fortunati oltre che bravi. La squadra gelese vanta una delle migliori difese del campionato, ma anche uno dei peggiori attacchi: la fase offensiva però è una pecca che tormenta da anni mister Fecondo. Se la Pro Gela riuscisse a concretizzare almeno metà delle occasioni da gol che riesce a creare durante l’arco di un match, riuscirebbe a lottare per i vertici e in quel caso si parlerebbe di play-off e non di play-out.

“Non posso che elogiare i ragazzi per quanto hanno messo in campo anche se mi sono parecchio arrabbiato per come i miei abbiano preso sotto gamba l’impegno visto che il risultato non aveva molta importanza e  considerando che avevamo ottenuto la salvezza già nello scorso match in casa contro il Leonforte. Poi le cose si sono messo meglio tenendo sotto controllo la partita fino al triplice fischio. Nonostante la panchina corta mi sento di fare i complimenti anche a chi è subentrato a partita in corso: mi riferisco soprattutto a chi ha esordito quest’oggi come Fabrizio D’Amaro che ha disputato una buonissima partita e il portiere Russello, autore di una buona prova. Voglio inoltre sottolineare come Marchese con esperienza abbia trascinato l’intero quintetto alla vittoria, mettendosi umilmente a disposizione della società fin da quando ha fatto ritorno dal nord Italia, e voglio fare un elogio ad Emanuele Guaia. Questo ragazzo è cresciuto in maniera impressionante in quest’ultimo anno e ci ha di certo dato una grande mano nell’ottenere questa salvezza, risultando decisivo soprattutto nei match più delicati. Adesso vedremo in settimana di organizzare la prossima stagione. Noi speriamo di esserci e di sentire ancora una volta parlare della Pro Gela.”-  queste le parole di un soddisfatto Enzo Fecondo, padre e allenatore di un gruppo di ragazzi che da quasi dieci anni mettono i brividi ai giganti della Serie C1 della Sicilia di calcio a 5. Quest’ultima frase non è retorica, è solo una semplice, chiara, pura constatazione. Noi speriamo che la Pro Gela anche il prossimo anno potrà scendere in campo per onorare al meglio la nostra città che ha un continuo bisogno di vivere di sport.