Processo contro Eni: il comune di Gela si è costituito parte civile

Si è costituito parte civile sposando a pieno il ricorso presentato dall’avvocato Luigi Fontanella contro l’Eni, il Comune di Gela, chiedendo un fondo di garanzia di 80 milto i di euro, nel  ricorso con cui si è chiesta la dismissione degli impianti ancora in funzione e relativa bonifica dei terreni occupati dallo stabilimento petrolchimico. Stamani, presso il tribunale di Gela, si è tenuta la prima udienza  di quello che viene considerato un processo storico. L’avvocato Luigi Fontanella è il difensore di trenta famiglie con figli malformati che stanno portando avanti un’azione risarcitoria nei confronti dell’azienda petrolchimica. Il ricorso è una conseguenza dell’esito della  relazione  dei cinque periti di fama internazionale , nominati dal tribunale di Gela e  depositata lo scorso luglio nell’ambito del processo sulle malformazioni. La relazione  ha affermato l’esistenza di un nesso di casualità tra inquinamento industriale e taluni tipi di malformazioni neonatali riscontrate sui bambini gelesi (spina bifida, palatoschisi, ecc.), e parla di “disastro ambientale permanente” per via del rilevante inquinamento di aria, acqua, suolo e sottosuolo, i cui effetti nocivi giungono all’uomo attraverso la catena alimentare. Una correlazione csempre negato l’azienda petrolifera. “Spero che si possa ottenere giustizia per i cittadini gelesi “, ha detto Fontanella, che con il ricorso cautelare di urgenza, che porta la firma di oltre 500 cittadini, ha chiesto anche    lo stop delle trivellazioni e delle estrazioni dai pozzi . Intanto i legali dell’Eni hanno sottolineato come su 112 disposizioni da parte del ministero dell’ambiente 110 siano state soddisfatte. Inoltre secondo i legali dell”‘azienda tale processo potrebbe mettere a repentaglio l’accordo del Mise.