Procivis Gela: al via i corsi per Soccorritore, è possibile ancore iscriversi

Il 16 Maggio alle ore 19.00 inizierà il nuovo corso alla Pubblica Assistenza Procivis per soccorritore.

La pre-iscrizione va eseguita presso la sede della Pubblica Assistenza Procivis di Gela sita nella via Ossidiana 23 dalle ore 17.00 alle ore 19.30 oppure contattando la segreteria al seguente numero telefonico 0933938312 Cell. 3349873588 email: p.a.procivis@tiscali.it .

Le lezioni saranno un percorso a tappe che permetterà a chiunque di avvicinarsi a questa attività, non necessariamente per arrivare all’accreditamento del 118 servizio in eccedenza, a salire in ambulanza a sirene spiegate per salvare chi è in difficoltà. Il soccorritore è chiamato ad assolvere anche molti altri compiti.

Cosa spinge un uomo ad aiutare gli altri?

Ecco due storie raccontate da Procivis.

«Il giovanissimo Salvo ha incontrato la Pubblica Assistenza Procivis mentre era a scuola: «Il mio sogno era fare il vigile del fuoco, e non avrei mai pensato di fare un corso alla Procivis, tantomeno di salire in un ambulanza – racconta – . Un giorno, a scuola, ci arriva la notizia che occorre frequentare un corso obbligatorio come previsto dal progetto alternanza scuola lavoro . Sinceramente l’unica cosa che mi importava era quello di ottemperare alle ore previste … Spiegano, fanno vedere filmati… prove pratiche e tecniche.
Alla fine della presentazione ho pensato “per un po’ di cultura personale almeno imparo le manovre salvavita tanto è senza sangue, niente ambulanza” e così è stato. Ho frequentato con entusiasmo le lezioni, un esamino semplice semplice e mi sono ritrovato volontario della Pubblica Assistenza Procivis.
Successivamente ho iniziato a fare servizi ma l’idea dell’ambulanza non mi sfiorava minimamente. Essendo volontario con tanta voglia di fare ho iniziato a frequentare e vivere la sede, dove ho conosciuto altri volontari e le loro esperienze, e i loro aneddoti e tutto ciò mi ha incuriosito.
Raggiunta la maggiore età mi sono detto: “perché non proviamo a frequentare il modulo avanzato, se riesco bene altrimenti abbandono il corso”; così ho fatto».
Dopo il corso, la grande prova generale: l’uscita in ambulanza: «Superato l’esame – conclude Salvo– abbiamo iniziato a fare tirocinio in ambulanza. Certo le prime uscite, non sono state un spasso. La tachicardia era una costante. Uscita dopo uscita il cuore iniziava ad abituarsi alle emozioni ed a gestirle. Infine mi sono accreditato al servizio di eccedenza e svolgo servizi da circa un anno. Insomma concludendo io vorrei che alla gente passasse il messaggio che in primis la Pubblica Assistenza Procivis non è solo ambulanza ma svolge servizi vari dal sanitario alla protezione civile. E poi per chi ha voglia di imparare c’è anche il corso per l’ambulanza, che a mio giudizio possono fare tutti. Se c’è l’ho fatta io che odiavo le
ambulanze!! L’approccio alle ambulanza è graduale, si esce inizialmente e si passa in equipaggio effettivo solo quando ci si sente sicuri ed all’altezza».

Anche Angelo è un novello volontario «Quello di diventare volontario del soccorso, era un sogno che cullavo da tempo. Facendo già da parecchi anni volontariato lo consideravo come un tassello che sarebbe andato a colmare quell’esigenza di aiutare gli altri che, scusate la presunzione, è insita in me. Mi sentivo profondamente attratto dal susseguirsi dei corsi che venivano proposti ma che, per una ragione o per l’altra, principalmente impegni di varia natura, non ho mai trovato la forza di frequentare. Finché un giorno, grazie anche ai tanti amici che già facevano parte della Procivis, mi sono deciso ad intraprendere questa avventura. Non dimenticherò mai l’emozione della “prima notte”, come non scorderò il fascino di quella divisa che tanto avevo desiderato, lo squillo del telefono per la prima chiamata, il viaggio sballottato all’interno dell’ambulanza, il primo paziente “caricato”, il suo trasporto al pronto soccorso, il rientro alla base. Da quel giorno iniziai a dedicare con passione sempre più tempo a questa attività, cercando di assimilare dai miei compagni quella professionalità che sempre li ha contraddistinti , basati sull’altruismo e sulla solidarietà, impegnandomi sia nella formazione che nell’apprendimento ed in tutte le attività
collaterali proposte dalla Pubblica Assistenza. Chi vorrà intraprendere questa “missione” dovrà fare una scelta di vita che non si baserà solo sulla volontà di dedicare parte del proprio tempo libero ma, vivendo in un periodo difficile caratterizzato da una profonda crisi economica e da un preponderante individualismo, dovrà essere qualcosa che esca dal proprio cuore, quel desiderio a volte irrefrenabile di dedicarsi agli altri, quella voglia che ti gratifica e che ti fa stare bene».