Prof. Gaetano Armao: Sicilia, pattumiera d’Italia. Necessaria trasformazione strutturale e economica

“Non si può continuare con lo sfruttamento del nostro territorio senza forme innovative di crescita , con la raffinazione del 40% di petrolio del Paese siamo stati trasformati solo nella pattumiera dell’Italia senza nessun ritorno economico. Una Sicilia che ha un divario con il resto del Paese di 150 anni, e che necessita di una trasformazione strutturale e economica” È questo che è stato sottolineato dall’ex assessore regionale ai Beni Culturali Prof. Gaetano Armao, relatore assieme all’economista Maurizio Caserta nel convegno dal titolo “Territorio ed economie siciliane al bivio: proposte per scegliere il futuro “. L’incontro, organizzato da un gruppo di cittadini, e ideato dal dott. Emanuele Antonuzzo, si è tenuto stamani al Tropicomed di Gela.  Un’ Autonomia quella siciliana utilizzata in modo irresponsabile e fatta solo giochi di poteri, con riforme che hanno solo radicato posizioni. “Il futuro passa – ha detto il prof. Armao – per un rilancio della capacità istituzionale, per una riordinazione delle competenze, per una creazione di nicchie dove si producono idee, spinte evolutive e competitive”. Necessarie sono le riforme economiche e istituzionali in una Sicilia all’interno di mondoche  cambia velocemente, lo abbiamo visto anche con il mutamento del settore petrolifero, e se si restarà fermi si rimarrà fuori. “Dobbiamo essere in grado – ha detto il prof. Caserta – di abbracciare questi cambiamenti, ci vuole l’impegno della trasformazione, che andava fatta nel passato. Purtroppo le risorse che arrivavano non le abbiamo utilizzate per aumentare la forza produttiva siciliana , ma per incrementare i consumi. Oggi dobbiamo investire nei sistemi produttivi materiali e immateriali, diminuendo i consumi da investire nella produzione, e attirare capitale dall’esterno rendendo il nostro territorio attraente”. Una trasformazione che può essere sostenuta solo con una programmazione a lungo termine, e per realizzare ciò abbiamo bisogno di una guida autorevole e responsabile, come fino adesso la politica regionale non lo è stata, non ha agevolato lo sviluppo economico dell’isola. ” Si era previsto che ci fosse un ritorno in Sicilia del gettito prodotto dalle accise, ma non è mai rimasto nulla. L’attuale ministro dell’ambiente dice che in Sicilia le bonifiche non possono effettuarsi perchè non ci sono i soldi. L’Italia ha mantenuto questo divario con la Sicilia, e da 5 anni sono state interrotte anche le politiche di coesione. Politiche che fino a poco tempo fa hanno favorito le clientele, ma ormai tutto è finito e non ci sono più soldi, e nulla funzionerà più se non ripensiamo ad un modello di sviluppo di autonomia responsabile. “Le vocazioni del sistema produttivo siciliano, sono turismo agricoltura, beni culturali, energia rinnovabile, alta formazione, trasporti e logistica, funzioni sociali. Queste produzioni permettono di utilizzare le risorse che abbiamo, è un follia economica basarsi su produzioni che qui non ci sono”, ha detto il prof. Caserta. Per superare il divario con il resto del Paese dobbiamo recuperare in competitività e andare più veloci degli altri, ma ciò sarà possibile solo con istituzioni autorevoli.

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