Progetto Fari 2.0: Gela e Proxima contro lo sfruttamento degli stranieri

Il Comune di Gela sposa il progetto Fari 2.0 della cooperativa Proxima contro lo sfruttamento lavorativo e sessuale degli stranieri. Da tredici anni operante nella Sicilia orientale, la società in questione si occupa di tutelare le vittime della tratta, in collaborazione con le istituzioni.

Nelle campagne di Gela, al confine con il ragusano, gli operatori di Proxima hanno già riscontrato dei casi limite. “Potenziamo un servizio già avviato in parte con lo sportello Anghelas – ha spiegato il sindaco Domenico Messinese – prestando assistenza alle persone più deboli, esposte a soggetti senza scrupoli”.

Proxima, dopo un primo periodo di formazione rivolto ai dipendenti comunali del settore servizi sociali del Comune di Gela, opererà in collaborazione con gli assistenti sociali, specie nei colloqui atti a riconoscere le vittime di tratta. Prevista la presenza di due mediatrici, una nigeriana e una romena. Saranno inoltre garantiti appoggio logistico per spostamenti e iter burocratici ed eventuali prese in carico.

Per far emergere lo sfruttamento è attivo anche il servizio denominato Solidal Transfer, un bus che attraversa le campagne per avviare un primo contatto. L’accordo non comporta costi per il Comune di Gela, poiché il progetto è finanziato dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell’ambito del Programma unico di emersione, assistenza e integrazione sociale a favore degli stranieri e dei cittadini.