Pronto il masterplan per l’espansione del sistema portuale di Gela

Pronto il masterplan del sistema portuale di Gela da parte della divisione di consulenza ingegneristica, Rina Consulting.
Nell’ufficio di gabinetto del primo cittadino, alla presentazione del piano hanno assistito Eni e gli assessori comunali Simone Siciliano e Giovambattista Mauro. Il sindaco Messinese ha rivelato di aver ricevuto alcune interessanti manifestazioni d’interesse da parte di investitori internazionali dopo il suo convegno al Senato sull’hub logistica del Mediterraneo.

Il masterplan dedica una sezione proprio al Porto Isola, con soluzioni offshore da realizzare nello specchio acqueo antistante la struttura esistente, in grado di permettere di operare nel settore del trasporto container, del Gas Naturale Liquefatto e della cantieristica.

“Lo studio – ha spiegato il sindaco di Gela – si è posto l’obiettivo di individuare una combinazione di interventi per l’espansione del sistema portuale gelese capace di attrarre traffici e più in generale favorire la crescita economica del territorio. In tale ottica sono state individuate diverse possibili funzionalità che possono trovare spazio e conseguentemente sono stati studiati gli interventi atti a creare le condizioni necessarie ad attrarre la relativa domanda. L’analisi è stata allargata anche al trasporto di contenitori, allo sviluppo del settore legato alla produzione e distribuzione del GNL ed alla cantieristica navale”.

La Rina Consulting – ha aggiunto l’assessore Simone Siciliano – ha accolto le nostre attente richieste di salvaguardia dell’ambiente. Il Porto Rifugio e il Porto Isola si collocano in un’area caratterizzata da fondali sabbiosi che degradano lentamente. In questo contesto, l’elemento sfidante per la realizzazione di infrastrutture adeguate al traffico navale è stato proprio quello di trovare soluzioni che consentano di avere fondali adeguati, cercando di minimizzare i costi di investimento e nel rispetto della sicurezza delle operazioni portuali”. Sempre in fase di definizione dei diversi interventi, sono stati individuati gli elementi invarianti, cioè quei fattori che possono influenzare le funzionalità del porto e che possono essere considerati “sicuri”, cioè già in fase di attuazione, o con una tempistica ben definita.

L’analisi ha portato a classificare come tale la messa in servizio della Green Refinery agli inizi del 2018, intervento di riconversione industriale dell’area Eni, che permetterà la lavorazione di olio vegetale e la conversione dello stesso in biocarburante. Per il suo funzionamento, la Green Refinery necessiterà di almeno un accosto ad uso esclusivo, più un secondo accosto che potrebbe essere condiviso con altre tanker.

Per il Porto Rifugio una combinazione di interventi preferibili, prevede il ripristino dell’accessibilità, lo sviluppo della diportistica con nuovi posti barca ed una razionalizzazione degli spazi, la realizzazione di un molo per l’attracco di traghetti e navi da crociera, la realizzazione di un secondo molo per i traghetti e per navi per il trasporto merci, un ulteriore sviluppo della diportistica tramite l’ottimizzazione degli spazi presenti nel Porto Rifugio e la realizzazione di nuovi pontili e posti barca.

Il layout del nuovo Porto Rifugio, oltre ad essere stato pensato in maniera modulare, consente anche un ulteriore sviluppo “urbanistico”, in maniera da creare un sistema tra porto e città ed offrire a quest’ultima la possibilità di realizzare spazi per turismo e servizi, che possono accrescerne l’attrattività. Gli interventi relativi al Porto Rifugio ed al terminal container sono stati completati con Analisi Costi Benefici che ne hanno evidenziato l’opportunità di realizzazione da un punto di vista sociale. Il masterplan, nei prossimi giorni, verrà condiviso in un incontro pubblico con le forze sociali, produttive e politiche della città.