Protesta alla Raffineria, sindacati contro politici: “Non si perda tempo in riunioni e comunicati”

Una protesta che rischia di bloccare il lavoro di centinaia di lavoratori che non operano più da giorni.

È questa una delle preoccupazioni avanzate dai sindacati CGIL, CISL e UIL, rappresentate rispettivamente da Giudice, Gallo e Castania e Feneal Uil – Filca Cisl – Fillea Cgil, rappresentate a loro volta da Di Dio, Iudici e Costa, in riferimento alle manifestazioni sorte per la mancanza di stipendi e del Durc da parte della Turco Costruzioni.

“In questo clima così complesso – si legge in una nota – il sindacato continua a essere presente per e tra i lavoratori e nel contempo ha insistito con ENI e Confindustria affinché le ditte che hanno appalti e sub appalti prendessero in considerazione le mansioni svolte per una immediata collocazione.

Abbiamo ultimato da qualche ora una ulteriore verifica e lo abbiamo fatto insieme al Prefetto che, da sempre, è fattiva nel dirimere le vertenze e trovare soluzioni. Molte imprese hanno dato disponibilità alle assunzioni. Siamo andati oltre, chiedendo a ENI una immediata verifica dei pensionati che lavorano per conto di molte imprese, perché anche questo è grave e a danno dei lavoratori disoccupati di Gela, compresi tanti tecnici da anni senza lavoro.

Invitiamo le istituzioni a evitare inutili fughe in avanti, a esercitare il ruolo di controllo autorizzativo che dipende dallo stesso ente, a fare ciò che può e deve per ristabilire un clima di serenità in città. Ci voleva la riunione di ieri indetta dalla Presidenza del Consiglio comunale per dire e fare qualcosa? I deputati non erano consapevoli dello stato della vertenza? Dei ritardi da noi denunciati per mesi in merito all’accordo di programma? Non si sa che l’Eni ha programmato trentadue milioni di opere di compensazioni e che proprio il Comune è in ritardo sulle idee progettuali?

Noi – conclude il comunicato – continueremo a sforzarci di trovare soluzioni, sapendo che una vertenza inizia, si evolve e finisce e consapevoli che il sindacato non ha il potere di fare delibere e di produrre leggi e neppure di stanziare fondi. Questi poteri la legge li conferisce ai politici, gli stessi che non dovrebbero perdere tempo in inutili riunioni e in comunicati stampa”.