Proteste al Comune. Il sindaco: “Gesti inconsulti perdono ogni possibilità di legittima rivendicazione

Una protesta plateale quale quella di salire sul cornicione del Palazzo di Città non legittima nessuna rivendicazione, anzi connota di pressioni negative il regolare corso dell’azione amministrativa, oltre a porre un problema di sicurezza per chi è coinvolto e per chi non lo è, considerato che le forze dell’ordine sottraggono risorse al loro consueto lavoro”. Lo ha detto il sindaco di Gela Domenico Messinese commentando la seconda irruzione in due giorni lavorativi di operai sulla pensilina al primo piano del Comune. “Sulla vicenda dei lavoratori della discarica di Timpazzo, appresa la notizia della nuova protesta – ha continuato il primo cittadino -, sono stato sfiorato dall’idea di bloccare tutto l’iter finora seguito per garantire i loro diritti. Non è tollerabile registrare queste prese di posizione, senza che prima ci si confronti con un ente, come quello comunale, che è solo marginalmente parte in causa. Gli uffici lavorano da tempo a saldare quanto dovuto all’Ato Cl2, nonostante ci siano evidenti problemi di liquidità alle casse comunali. Siamo vicini ai lavoratori, ma inscenando una protesta così inconsulta si passa dalla ragione al torto. Il mio è un chiaro ultimatum: dal momento in cui il prossimo individuo metterà un piede fuori dalla finestra del primo piano del Comune, avrà perso ogni possibilità di legittima rivendicazione. Continuerò a non cedere alle pressioni di persone irragionevoli, per quanto esasperate”. Il messaggio è stato recepito dal gruppo dei lavoratori della discarica che nel primissimo pomeriggio di oggi hanno stoppato la loro protesta. Il sindaco aveva già programmato per le prossime ore un confronto con il commissario dell’Ambito Territoriale Ottimale Cl2, mentre giovedì sarà in prefettura al tavolo che era stato convocato a Caltanissetta.