PUNTO di NON RITORNO. A Gela, le prossime elezioni comunali sono decisive

Quando in città arriva l’appuntamento elettorale, soprattutto per l’elezioni comunali, si pensa sempre che è la volta decisiva, quindi o Gela rinasce o altrimenti muore. Slogan, promesse e illusioni, per un cambiamento che poi viene puntualmente rimandato. Dopo l’elezioni tutto si normalizza: gli eletti al Consiglio comunale (i rappresentanti delle “fortunate” trenta famiglie) vanno ad occupare gli scranni del Palazzo di Città, dove siedono con famelica aspirazione; l’opinione pubblica ritorna al suo apparente torpore, dopo la frenesia dei giorni della campagna elettorale. Passano altri cinque anni e la giostra riprende il suo giro.

A Gela il circo equestre elettorale – in vista dell’appuntamento della prossima primavera – è già montato, con i suoi figuranti e tante aspiranti prime donne. Per questo quasi ogni giorno, sulla stampa locale e ad ogni angolo della città, si parla di un nuovo presunto candidato a Sindaco. Se è legittimo che ogni cittadino possa pensare e pensarsi leader, in grado di amministrare la città, è meno consentito il fatto che costui non faccia precedere la sua aspirazione da un progetto per la città chiaro e preciso. Il dibattito politico poi, secondo un consolidato schema nazionale da bar dello sport, misto a fetido cortile, è incentrato più sul chiacchiericcio che sulle idee. Con queste premesse, ci chiediamo se è un destino ineludibile quello di una città martoriata spesso da qualcosa, continuamente da qualcuno:ridotta a languire, senza essere in grado di pensare al suo futuro? Decisamente No.

Gela è piena di risorse umane, intelligenze che potrebbero ben guidare la città e la maggioranza silenziosa dei suoi cittadini perbene. Per questo non servono, quindi, spregiudicati capitani di ventura con l’unica aspirazione di sostituirsi a chi c’è adesso. È necessario, piuttosto, creare un sistema civico in grado di coinvolgere la città, dando voce ai suoi abitanti. Gela è arrivata, stavolta veramente, a un bivio:deve scegliere, e farlo bene, il suo futuro. La posta in gioco è molto alta, è finita la storia industriale, forzosa ma comoda, che ha caratterizzato il territorio con la presenza del Petrolchimico Eni. Tanti danni ambientali creati, ma anche parecchio reddito in circolazione che ha permesso ricchezza, forse illusoria, utilizzata male, che tuttavia nel complesso ha dato da vivere, e bene, a molti cittadini. Purtroppo i problemi dello stabilimento, e delle ditte dell’indotto ad esso collegate, si legano ad altre mille preoccupazioni della città.

I prossimi eletti si devono occupare delle angosce dei cittadini: affrontando e risolvendo le tante questioni aperte, creando le condizioni affinché Gela diventi punto di riferimento sociale ed economico di una vasta aria sovracomunale della zona sudorientale della Sicilia. Il prossimo Sindaco, con la collaborazione degli assessori e la spinta propulsiva del Consiglio comunale, dovrà essere veramente il Primo cittadino. I problemi della città sono sotto i nostri occhi, in attesa di essere finalmente risolti con criterio, saperli affrontare bene è il compito della nuova amministrazione. Vivibilità dei quartieri, viabilità urbana, valorizzazione del centro storico e del lungomare, raccolta differenziata efficace dei rifiuti, organizzazione e gestione trasparente degli eventi aggregativi. Sono solo alcuni esempi di questioni pubbliche che aspettano di essere trattati veramente nel rispetto degli interessi collettivi.

Il rilancio dell’economia del territorio, in direzioni diversificate, e la creazione di opportunità di lavoro passa necessariamente da due punti fondamentali: rendere accogliente la città, completare e realizzare le infrastrutture, a cominciare dall’atavico mai compiuto porto rifugio. Tra qualche mese, quindi, andremo a votare, anzitutto rifuggiamo dal pensiero di disertare le urne, votare è un nostro diritto. Dopo di che si raccolgano le tante oneste energie presenti nella città e si dia mandato a tutti coloro che non hanno rinunciato ad occuparsi del futuro della città. Gela ce la può fare solo in questo modo.