Quasi 1500 famiglie a rischio disoccupazione, chiude il deposito Versalis

Versalis chiude il deposito locale di Gela Terminitalia, la politica di Eni non cambia e si continua sulla strada della dismissione. Questo tradotto in numeri significa che quasi 1500 famiglie potranno trovarsi senza uno stipendio, quindi a rischio disoccupazione. Una notizia che non fa certo piacere in un conteso come quello attuale dove un po’ tutto il Paese è stato piegato dal peso della crisi e ancor di più al sud, da sempre più sofferente del nord dove le industrie sono più proficue e in numero maggiore. Saranno soprattutto gli autotrasportatori a sentire il peso di questa decisione, rischiando così di dover cercare qualche altra attività o a chiedere un prestito con delega laddove non avessero altri introiti a garanzia.

 

E così ci saranno ancora altre famiglie indebitate, un fenomeno particolarmente diffuso in questi ultimi anni, fenomeno che, appunto, coinvolge famiglie che non hanno la possibilità di avere uno stipendio regolare, ma che devono comunque far fronte a tutti i pagamenti ogni mese. E così finisce che si chiedono finanziamenti, e poi ancora finanziamenti per pagare i precedenti, e da qui al tracollo il passo è molto breve, ed è capitato a diverse famiglie, purtroppo. Le alternative sono quelle di smembrare la famiglia, laddove uno o più componenti partono in cerca di lavoro per mantenere anche chi resta, o si riesce a inventarsi qualcosa di nuovo, sebbene arrivati a una certa età sia una cosa ben difficile, mancano le energie e la voglia di rimettersi in gioco che si poteva avere a vent’anni.

 

Con questo nuovo passo si darà un ennesimo colpo al pil di Gela già così provata da altre chiusure in questi ultimi anni. Il diritto al lavoro non sembra più appartenere a questa parte dell’Italia, dato che si è costretti a lasciare la propria città, dove viene perseguita una politica non di valorizzazione del territorio e del benessere dei suoi abitanti quanto gli interessi aziendali che, evidentemente, non collimano più con quelli dei lavoratori. Se tutto dovesse precipitare, il problema non sarà quindi solo per gli autotrasportatori, ma anche per i gommisti, carrozzieri e per tutto ciò che ruota attorno al trasporto.

Informazione pubblicitaria

Articoli correlati