Quasi bidella in Italia, direttrice ad Harvard

Volendo riassumere con pochissime parole la storia di Sabina Berretta, si potrebbe dire: da quasi bidella in Italia a direttrice ad Harvard.

Ebbene sì, Sabina Berretta, 56 anni catanese, è andata via dalla Sicilia e dall’Italia a 29 anni, dopo aver conseguito una laurea con lode in medicina, ed aver passato un periodo da ricercatrice volontaria, e quindi senza retribuzione, in quanto all’università non c’era posto per lei. La dottoressa Beretta tentò pure il concorso per il posto da bidella che si era liberato proprio nel dipartimento in cui faceva ricerca, con la speranza di ottenere un posto retribuito che le permettesse di continuare a coltivare la sua passione per la ricerca; ma anche quel concorso non ebbe esito positivo.

A quel punto Berretta sfrutta l’opportunità di una bosa di studio all’estero, e sceglie di andare negli USA al MIT (Massachusetts Institute of Technology), prestigiosa università di Boston; era il 1990 e 2 anni dopo, terminata la borsa di studio, il MIT la riconfermò e la sua carriera prese il volo.

“Dopo la borsa di studi al MIT  -ha dichiarato al Berretta- proposi il mio lavoro ad Harvard: studiavo gli effetti della schizofrenia sul cervello e lì c’era la banca dati più importante del mondo. Prima ho lavorato con la direttrice del centro, poi sono diventata una ricercatrice indipendente, con budget e staff. Quando la direttrice è andata in pensione, ero quella che conosceva meglio l’archivio dei cervelli: darmi il suo posto fu la scelta più ovvia”.

 

Nel 1992 ebbe anche l’opportunità di rientrare in Italia, a Palermo, dove aveva vinto il concorso per un posto da ricercatrice di Fisiologia Umana all’Università di Palermo, ma rifiutò il posto in quanto al MIT le misero a disposizione ulteriori fondi per la sua ricerca: “La mia scelta a quel punto non fu difficile: misi la scienza, la possibilità di proseguire i miei studi, davanti a tutto. E non me ne sono mai pentita“.

Oggi la dottoressa Berretta dirige il Translational Neuroscience Laboratory di Harvard, è direttore scientifico della Harvard Brain Tissue Resource Center, e inoltre è professore associato alla Harvard Medical School.

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