Quattrocento cassette di reperti gelesi trattenuti a Caltanissetta. Archeoclub ne chiede la restituzione

Circa 400 cassette di reperti archeologici di Gela tenutw  conservati nel deposito del Museo di Caltanissetta. La  questione è stata sottoposta all’attenzione dal presidente e dall’intero direttivo  dell’Archeoclub di Gela che chiede al direttore de museo di Gela e al Soprintendente di Caltanissetta il ritorno dei reperti nei luoghi del loro ritrovamento. 
Reperti che devono essere  restituiti legittimamente al Museo di Gela dopo la loro trasmigrazione.
Il presidente di Archeoclub Gela, Francesco Russello, afferma che tra il maggio 1998 e il novembre 2001 da Gela sono state trasferite nel capoluogo nisseno novecentotrentasei cassette piene di reperti archeologici trovati in precedenza a Gela e nel suo hinterland. Reperti archeologici inventariati e quindi ancora riscontrabili nei registri del nostro museo archeologico.
“Si tratta di un numero di reperti archeologici veramente impressionante che è stato sottratto impunemente al nostro patrimonio archeologico territoriale”.
ll trasferimento verso il Museo di Caltanissetta e il suo deposito, ha anche interessato materiali provenienti da diverse contrade di Butera, Niscemi, Sabucina, Capodarso.
“Tra questi materiali una cospicua quantità risulta proveniente da Gela e tutto ciò è rilevante e inconcepibile” . Ha continuato Archeoclub che si  riferisce in particolare, “a circa 300 cassette di cui un terzo con reperti protostorici ritrovati in contrada «i Lotti»a Manfria negli scavi del 1997 e del 1998, tra cui reperti ellenistici ritrovati negli scavi del 1999 e 2001 a capo Soprano, 16 di materiale archeologico ritrovato nello scavo del 2001 in via Colombo, 19 a Villa Jacona nel 2001 e 56 cassette con materiale archeologico, provenienti dagli scavi del 1995 in un terreno privato di via lndipendenza a Gela. 
A questi si aggiungono reperti archeologici di ben altre LO7 provenienti dagli scavi delle necropoli di Monte Majo e Canalotti
“Arriviamo a un totale di quasi 400 cassette, cioè un numero incredibile di reperti archeologici che adesso si trova indebitamente a Caltanissetta”. Ha sottolineato Archeoclub. 
 
Ecco cosa è stato portato via nel triennio di trasferimento: anfore di origine greco italica del lV sec” a.C., brocchette e bacini acromi, rnonete bronzee di Età agatoclea e punico-siceliota, punte di lancia, numerosi vasi di diverso tipo e misura, testine femminili, oscilla e lucerne, lekythoi attiche a figure rosse con importanti figurazioni, olpai di diversa misura, pithoi, anelli in bronzo e argento, piatti, coppette, antichi chiodi di ferro e bronzo, antefisse gorgoniche, patere, statuette fittili, reperti dell’Età del Bronzo antico della facies di Castelluccio, vasi protostorici a fruttiera e clessidra, olte globulari con decorazioni, pentole da fuoco, un,enorrne quantità di corredi funerarie così via.
“Addirittura un certo numero di reperti citati si trovava già esposto nelle vetrine al primo piano.” 
 

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