Quel che resta del giorno di Kazuo Ishiguro: l’impossibilità di rimettere indietro l’orologio

Quel che resta del giorno (The remains of the day) dello scrittore anglo-giapponese Kazuo Ishiguro è ambientato nel 1956 in Inghilterra, il protagonista-narratore è l’anziano Mr Stevens, figlio del maggiordomo e maggiordomo lui stesso a Darlington Hall la sontuosa dimora nella campagna dell’Oxfordshire, da poco passata alle dipendenze del nuovo padrone, l’americano Mr Farraday un nuovo ricco, ed è da questi spinto a prendersi qualche giorno di vacanza. Inizialmente riluttante, perché non ha mai lasciato il luogo di lavoro, ma dopo un po’ si convince dell’opportunità offertagli per compiere in automobile un viaggio, con la comoda Ford di Mr Farraday, alla volta di Little Compton in Cornovaglia per incontrare, dopo vent’anni, l’ex governante Miss Kenton adesso Mrs Benn.

In apparenza il suo scopo è quello di proporre alla donna, con cui non ha mai interrotto una corrispondenza formale e cortese, di tornare a prendere servizio da lui, poiché il nuovo padrone intende riorganizzare la servitù con meno personale ma di primissima qualità. Stevens, in tutta la sua carriera di maggiordomo, non si è mai allontanato dalla casa dei padroni e per lui questo viaggio assume i toni epici di una corsa verso l’ignoto. Ogni tappa presso case private o villaggi diventa l’occasione di un bilancio esistenziale, si chiariscono in questo modo i suoi rapporti con il padre, con l’antico padrone Lord Darlington e il nuovo padrone e finalmente con Miss Kenton.

Lui ai rapporti umani ha sempre anteposto i valori assoluti della sua professione, a Lord Darlington ha regalato la parte migliore della sua vita, ha soffocato qualsiasi emozioni, si è lasciato sfuggire attimi preziosi, come quello di dire addio al padre sul letto di morte perché è al suo posto in sala da pranzo, o rivelare i propri sentimenti a Miss Kenton, solo adesso è messo in crisi dall’affermazione di un suo ospite, secondo cui la dignità di un uomo non consiste nel servire ma nel ribellarsi a un padrone, Stevens non si è mai ribellato ha sempre servito Lord Darlington, anche quando faceva il gentiluomo con i nazisti. Dietro al suo essere servitore incurante della moralità dei padroni e perciò amorale lui stesso, è stata vista un’allusione a un tratto tipico della cultura giapponese i cui esiti estremi sono diventati catastrofici nel caso della complicità con Hitler.
La ricchezza straordinaria del romanzo è nella sua capacità di veicolare un contenuto che è l’esatto contrario di quello spacciato dal narratore.

Stevens continua a mentire a se stesso e poi anche agli altri, più cerca di nascondere i sentimenti e più commuove, racconta di recarsi da Miss Kenton solo per motivi professionali ma si capisce che la ragione del viaggio è solo di tipo sentimentale, quando sostiene di essere dispiaciuto per il fallimento del matrimonio di Kenton capiamo che in realtà spera di sostituire il marito nel cuore di lei, si rallegra che il matrimonio si possa salvare ma in realtà è distrutto dal dolore. Il viaggio che lo ha portato in contatto con il mondo esterno, con le bellezze del paesaggio inglese fino ad allora conosciuto solo attraverso i libri, ma quel viaggio è servito anche per tornare indietro nel tempo, rivivere il passato e a far nascere dubbi sulle sue scelte di vita. Alla fine del viaggio sulla strada che lo riporta a Darlington, l’amara riflessione sul tempo perduto e le occasioni mancate e comprende che è impossibile riscrivere la sua storia, perché non si può tornare indietro, non resta altro che godere di “quel che resta del giorno”: “Dopotutto che cosa mai c’è da guadagnare nel guardarsi continuamente alle spalle e prendercela con noi stessi se le nostre vite non sono state proprio quelle che avremmo desiderato?”.

Si prepara ancora una volta a eseguire con dedizione estrema i compiti di maggiordomo su cui ha riversato tutto se stesso, ciò che resta allora per lui è solo un ennesimo ostinato tentativo di perfezionamento professionale. La rievocazione del passato irrecuperabile è il tema dominante di tutta l’opera di Ishiguro come dimostrano anche i successivi romanzi.

kazuo icoKazuo Ishiguro, scrittore giapponese naturalizzato britannico (nato a Nagasaki nel 1954) all’età di cinque anni arriva in Inghilterra con la famiglia per un soggiorno temporaneo, ma Ishiguro non fa più ritorno in Giappone salvo per rare visite. È perfettamente integrato nella cultura britannica, privilegia una forma di scrittura non lontana dal tradizionale realismo occidentale.
Quel che resta del giorno The remains of the day del 1989, terza e la più matura prova letteraria dello scrittore anglo-giapponese ed è la prima interamente ambientata in Inghilterra, gli ha dato fama internazionale, grazie anche all’accurata versione cinematografica fornitane da J. Ivory nel 1993. Il romanzo gli è valso il prestigioso premio “Booker Prize”.