Quell’impianto di compostaggio mai utilizzato, spreco di Fondi europei

Esiste un impianto di compostaggio che avrebbe dovuto assicurare 20 posti di lavoro e consentire alla città di Gela  un notevole risparmio sullo smaltimento dei rifiuti umidi. Il suo costo è stato di 3 milioni e mezzo di euro di Fondi europei, ma l’impianto non è mai entrato in funzione. Questa vicenda, alquanto scandalosa,   è stato messa in evidenza dal segretario generale della Cisl Emanuele Gallo. Il proprietario di quell’impianto, che è sorto nell’area industriale Asi, è ancora oggi l’Ato Cl 2. La costruzione dell’impianto è iniziata nel  2007, a cui è seguita un’autorizzazione regionale nel 2010, e un collaudo nel 2013, ma fino a oggi i rifiuti umidi raccolti sono portati a Caltagirone, con un costo considerevole per l’Ato. “Considerando – ha affermato Gallo – che trasporto e conferimento costano 125 euro a tonnellata e che la nostra produzione di umido è di 60 tonnellate a settimana, moltiplicando  per 52 settimane, arriviamo a 400 mila euro di spesa l’anno, onere che si ripercuote sui cittadini”. Un impianto che,  se fosse stato messo in funzione 4 anni fa, quando sono arrivate le autorizzazioni dalla regione Sicilia, avrebbe fatto risparmiare  1 milione e 600 mila euro. Adesso arriva un’altra contraddizione . “Il 24 dicembre scorso – ha sottolineato Gallo – l’ Ato ha pubblicato il bando per dare in gestione l’impianto di compostaggio, senza considerare che secondo un atto della Regione gli impianti di compostaggio non possono stare, vicino uffici e aziende.  Considerando che vi sono molte aziende nella zona industriale, ciò significa che in ogni caso,  anche a bando espletato, l’impianto non potrà essere messo in funzione e pare che si stia pensando a un trasferimento a Timpazzo”. Il sindacalista si chiede se non sarebbe stato più logico effettuare il trasferimento dell’impianto, prima di emanare il bando.  Tra l’altro, aggiunge Gallo, oltre l’impianto è stato costruito anche un capannone, come si fa a trasportare questa struttura? “È evidente che il capannone rimarrà inutilizzato”. La cisl teme che chi avrà la gestione non potrà mai utilizzare l’impianto. “Anche perchè  manca una programmazione per la gestione, che doveva essere fatta prima dell’emissione del bando. Per cui bisogna prestare attenzione alla gara di affidamento della gestione,  ammesso che arrivino offerte”.Conclude Gallo

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