Questione Eni: chiesto un vertice nazionale urgente per soluzioni a contrasto dell’attuale dramma sociale

Un vertice urgente al Ministero dello Sviluppo economico, al fine di ottenere quelle certezze indispensabili  per avviare le azioni di mitigazione della grave crisi territoriale. Questo è stato chiesto al premier Matteo Renzi, e ai ministri Delrio, Galletti, Lorenzin e Guidi, oltre che ai deputati nazionali nisseni Azzurra Cancelleri, Alessandro Pagano e Daniela Cardinale, dal Presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, dal Sindaco Domenico Messinese, dal  vice Sindaco Simone Siciliano e dai segretari della Cgil, Cisl e Uil. “Il  riconoscimento dell’area di crisi industriale complessa di Gela, firmata a inizio maggio presso il Ministero dello Sviluppo Economico, ha avviato il percorso iniziato con la sottoscrizione del Protocollo d’Intesa del 6 novembre 2014, tra Governo, Regione Siciliana, Sindacati, sigle datoriali, Comune di Gela ed ENI, che ha portato una profonda revisione del modello industriale del sito produttivo di Gela, meglio noto come RAGE, e alla definizione del conseguente piano di riconversione dell’intera ara industriale. In  questo contesto assumono particolare rilevanza la  riduzione consistente delle attività produttive classiche su cui il territorio Gelese fondava la sua economia e la realizzazione dei nuovi progetti proposti da ENI per il rilancio di un nuovo assetto industriale senza condizioni di discontinuità.

Tuttavia ad oggi, solo la prima delle due condizioni su menzionate, risulta concreta e concretizzatasi, con il conseguente ed immaginabile risultato di aver creato una depressione drammatica del comparto industriale, che si misura facilmente con il ridimensionamento delle attività dirette ai processi di raffinazione e indotte sul tessuto imprenditoriale circostante, nonché su tutte le attività commerciali che si insediano nel territorio, fortemente ridimensionate in termini di numerosità.

Tale situazione ha creato una scompenso sociale esplosivo, che sta montando di giorno in giorno con la rabbia dei cittadini, sempre più incontrollabile, a cui bisogna dare una risposta immediata.

Da giorno7 dicembre è in atto una protesta da parte di un centinaio di lavoratori licenziati, da imprese dell’indotto, che stanno bloccando tutti gli accessi alla raffineria di Gela, mettendo in discussione il regolare flusso delle attività per la movimentazione di merci, prodotti e rifiuti. L’azione di protesta si sta elevando anche sotto il profilo della partecipazione numerica ai vari blocchi, poiché ad una scadenza ne seguirà un’altra, coinvolgendo centinaia di lavoratori che nei prossimi  giorni rimarranno privi di ogni sostegno al reddito, causando notevoli disservizi nella gestione delle problematiche legate alla sicurezza, alla salute e all’ambiente anche relativamente alle attività di M.I.S.E. (messa in sicurezza ed emergenza) e bonifica delle matrici ambientali.

Il dramma sociale che sta attraversando la città di Gela ha raggiunto una fase ingovernabile che preoccupa noi tutti, che con responsabilità ed equilibrio, in qualità di uniche appendici dello stato a diretto contatto con il territorio, in un processo costante di dialogo con i lavoratori e le imprese, ha fatto tutto quello che è nelle nostre possibilità per evitare il collasso economico di ogni singolo lavoratore. Non si contano più le interlocuzioni e le relative riunioni presso la Prefettura di Caltanissetta, la Regione Siciliana, i Ministeri, l’ufficio provinciale del lavoro e l’inps di Caltanissetta”

IL vertice urgente dovrebbe avere l’obiettivo di ottenere:  “Misure straordinarie al fine di contenere il mutato scenario occupazionale, ammortizzatori straordinari i a copertura di chi è uscito fuori dal mercato del lavoro fino all’avvio dei cantieri previsti dal protocollo d’intesa del 6-11-2014, Strumenti urgenti per la sospensione degli oneri fiscali a carico dei lavoratori., Procedure prioritarie per la finalizzazione delle autorizzazioni dei progetti di bonifica sia in ambito Regionale che Nazionale.Interlocuzione diretta con il Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi, il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio, il Ministro dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare Gian Luca Galletti, il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin , e il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, al fine di aprire un tavolo di concertazione in riferimento alle attività dell’accordo di programma per la riqualificazione e riconversione industriale di Gela, relativamente all’indirizzo politico – strategico che lo stesso governo vuole dare al futuro di Gela”.

Articoli correlati