Raccolta firme, CGIL: “Gli appalti sono il nostro lavoro, i diritti non sono in appalto”

“Gli appalti sono il nostro lavoro, i diritti non sono in appalto”, è stato questo lo slogan scelto dalla CGIL in occasione della raccolta firme che si è svolta in tutta la provincia di Caltanissetta per sostenere la modifica della legge sugli appalti pubblici al fine di garantire i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Grande adesione da parte dei cittadini, molti dei quali hanno subìto o subiscono vessazioni per mancanza di vigilanza da parre di stazioni appaltanti dell’apparato pubblico, come ad esempio i Comuni. Da una stima della CGIL i “lavoratori in appalto” o, peggio, in “sub appalto” sono oltre tre milioni e mezzo e sono presenti in quasi tutti i settori pubblici e privati, dalle forniture ai servizi e alle costruzioni. “Sono esposti per una vita al precariato, pur essendo per la gran parte assunti a tempo indeterminato, senza carriere contributive dignitose, con basse retribuzioni e senza valorizzazione professionale – si legge in una nota – quello negli appalti è lavoro povero, intenso, frammentario, faticoso e mal retribuito. Da questa analisi e da migliaia di vertenze vinte nasce la proposta di legge di iniziativa popolare che precede la garanzia dei trattamenti dei lavoratori impiegati negli appalti privati e pubblici, il contrasto alle pratiche di concorrenza sleale tra le imprese e la tutela dell’occupazione nei cambi d’appalto. Tutto questo risponderà alla responsabilità che gli enti dovrebbero avere attraverso una corretta vigilanza sui diritti dei lavoratori. Sindaci e rappresentanti di enti che erogano appalti dovrebbero essere responsabili per il merito di questa proposta di legge, perché di fatto garantisce il giusto percorso delle opere pubbliche, ma anche dei servizi”. Tre i punti di raccolta nella provincia di Caltanissetta: sulla SS 640 Caltanissetta-Agrigento e a Gela davanti al sito ENI e in Piazza Umberto I. La raccolta della CGIL si estenderà nelle sedi del sindacato fino al 30 marzo, raccolte in pochi giorni quasi duemila e cinquecento firme. 

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