“Il canile non è posto per cani”

Randagi infelici, malati e magri, volontari.

Ecco com’era (sotto) ed ecco com’è (sopra). Quella in foto è una dolcissima cagnolona segnalata, accalappiata e rinchiusa in canile insieme a un cucciolo che le stava dietro. Visibilmente dimagrita, ecco come è stata trovata da chi l’ha adottata.

A far presente la situazione una volontaria che, ancora una volta, ha acceso i riflettori sul problema del randagismo in città. La storia di questa cagnolona è soltanto una fra tantissime purtroppo. Per lei, anche se adesso malata di Leishmania, è andata bene perchè è uscita dal canile, ma per tantissimi cuccioli e randagi non è lo stesso.

“Sindaco – si legge sui social network – come si evita tutto ciò? Con le richieste che abbiamo fatto insieme a tutte le associazioni. Per prima cosa, la sterilizzazione!”.

Da sempre infatti le associazioni reclamano questo servizio, che era partito e che purtroppo ha avuto vita breve, per il bene dei randagi e per la sicurezza dei cittadini.

“Inviterei tutti coloro che dicono che in canile i cani stanno bene – conclude il post – a provarlo da sé o a portare i propri amici a quattro zampe. Siamo solo dei don Chisciotte che combattono con i mulini a vento”.

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