Randagi maltrattati, un altro cagnolino trovato morto

Una società che non riesce più ad avere pietà per un animale è una società che potrebbe accanirsi contro un uomo senza troppi sensi di colpa. In questi giorni Gela sta mostrando il volto più crudele e spietato nei confronti dei randagi. Ne sono morti diversi nel giro di pochissimo tempo.

L’ultimo episodio proprio l’altro ieri. Quello che si vede nella foto (volutamente sfocata) era un piccolo cane indifeso, che ha fatto l’errore più grande e cioè quello di fidarsi della persona sbagliata. Chi ha raccontato la storia ha riferito di un signore che avrebbe chiesto cinque euro a dei ragazzini per vendere loro quel cane. Un signore che, sempre stando a quanto riportato, trattava male l’animale. Tornati sul posto il giorno dopo, nella zona dei Salesiani, i cittadini hanno trovato il povero cagnolino morto stecchito.

Un episodio che ha fatto indignare le associazioni animaliste che operano nel territorio e che con tutte le proprie forze cercano di salvare quanti più cani e gatti randigi è possibile. “Chi maltratta gli animali deve pagare!”, questo l’urlo unanime dei gelesi davanti al reiterarsi di situazioni infelici.

E, rimanendo in tema, è di queste ultime ore la notizia di alcuni cittadini che, in corsa con la propria auto, avrebbero gettato dal finestrino un sacchetto. All’interno della busta c’era uno yorkshire morto. Immanuel Kant scriveva: “Puoi conoscere il cuore di un uomo già dal modo in cui egli tratta gli animali”. Più sensibilità, per favore!