Randagismo Gela: il comune incentiva gli abbandoni piuttosto che creare il deterrente

Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa della V Commissione Ambiente e Sanità sul fenomeno del randagismo in costante aumento in città.

“Restiamo allibiti dalle dichiarazioni del vice sindaco Simone Siciliano in merito alla delibera adottata dalla giunta che conterrebbe una proposta operativa da sottoporre all’attenzione dei vertici dell’ASP 2 ed in merito al fatto che la stessa dovrebbe trovare applicazione nei locali di via Generale Cascino (ex mattatoio,poi ex pet therapy) come sede dell’unità operativa contro il randagismo. Forse è il caso di fare un po’ di chiarezza in merito. ”

“Su sollecito della V Commissione Ambiente e Sanità, viene convocata la conferenza dei servizi il 28.08.2018 alla presenza del vice sindaco e dell’assessore Granvillano, nonché dei dirigenti di riferimento, la dott.ssa Zanone e il comandante Montana e del dirigente del settore Veterinario dell’Asp, il dott. Luigi Farruggia, in quella sede, quest’ultimo presenta il progetto all’amministrazione che viene accolto con entusiamo visto lo stato di degrado rispetto al tema del randagismo, sempre in quella sede l’amministrazione si dice disponibile ad accogliere la proposta della V Commissione a concedere il locali, di cui sopra, all’asp per poter concretizzare il progetto e partire subito con l’anagrafe canina e la sterilizzazione (presenti anche Virginia Farruggia,presidente della V Commissione e Salvatore Farruggia, segretario); era volontà della commissione e dell’Asp, infatti, riuscire a portare a termine le 14 adozioni per cui erano già stati compilati i moduli del pre affido, grazie al lavoro svolto dai volontari sul territorio, garanzia per il Comune che i cani randagi una volta iscritti all’anagrafe canina a nome del Comune, sarebbero stati affidati e registrati a nome dei nuovi proprietari. ”

“Ad oggi, a distanza di quasi un mese e mezzo, l’amministrazione non ha colto l’opportunità di far risparmiare l’ente e ha fatto sì che altri 14 randagi fossero a carico del Comune, inoltre, dopo la conferenza dei servizi ha solo adottato la delibera di giunta vantandosi di un progetto non suo e di aver tolto dall’incuria dei locali del Comune per cui, ricordiamo, sono stati persi i fondi strutturali, per inerzia dell’amministrazione, addebitando al Comune, anche i lavori di ristrutturazione dell’immobile. In realtà, la deibera era solo un atto dovuto dopo la conferenza dei servizi, e in un mese e mezzo, la giunta avrebbe dovuto fare atti gestionali per favorire l’attuazione del progetto, ancora fermo al punto di partenza. I consiglieri comunali della V Commissione hanno messo a disposizione di questa amministrazione proposte a costo zero per le casse comunali, grazie al contributo delle associazioni, come la microchippatura dei 14 randagi da affidare, grazie alla collaborazione dell’asp, che opera già in tal senso in altri comuni della provincia; infatti le sterilizzazioni dei cani randagi verranno effettuate, e sarebbero state effettuate anche ai 14 randagi, dai medici dell’asp a costo zero per il Comune; quindi invitiamo il vice sindaco a studiare meglio le normativa di riferimento che distingue le varie competenza tra enti e settori comunali e a collaborare realmente con i consiglieri e gli altri enti, piuttosto che rubare progetti e proposte per accreditarsi alla cittadinza. Inoltre il sidaco continua a puntare il dito, ancora una volta, sui cittadini, accusandoli che la colpa del fenomeno così diffuso del randagismo a Gela, sia dovuto ai facili abbandoni e dichiarando che la microchippatura e la sterilizzazione, rappresentano solo un intervento palliativo rispetto ad interventi risolutivi concreti. In realtà, il sindaco è inadempiente, secondo la normativa vigente, anche dal punto di vista del controllo sul territorio, infatti un cittadino se avesse iscritto il proprio cane all’anagrafe canina, non potrebbe mai pensare di abbandonarlo, ma il comune non effettua alcun tipo di controllo, incentivando gli abbandoni, piuttosto che creare il deterrente. ”

“Per concludere, vorremmo ricordare, che il contrasto al fenomeno del randagismo si attua attraverso tre imporatanti azioni: controllo del territorio (iscrizione all’anagrafe canina dei cani padronali), iscrizione all’anagrafe canina dei cani randagi e la sterilizzazione.”