Randagismo, la 5° Commissione tuona contro la giunta: “Inadempiente verso la legge”

“Si continua a gridare all’emergenza randagismo, come se negli ultimi anni non se ne fosse mai occupato nessuno. Come se negli ultimi due anni la Commissione consiliare Ambiente e salute non avesse convocato tavoli tecnici alla presenza dell’Ufficio veterinario di Caltanissetta e di Gela, dei diversi assessori alla Polizia municipale, settore preposto al controllo del territorio, che si sono succeduti in giunta, nonché dei dirigenti del settore competente. Evidentemente chi se ne sarebbe dovuto occupare, cioè l’amministrazione, non lo ha fatto abbastanza”.

È una nota dolente quella della Commissione retta da Virginia Farruggia contro la giunta Messinese, riguardo a un fenomeno delicatissimo e urgente nella città di Gela, ossia quello del randagismo che, proprio la settimana scorsa, ha fatto registrare l’ennesimo episodio di tragedia annunciata e sfiorata.

“Il sindaco – scrivono i consiglieri – ponendosi in una posizione di totale inadempienza rispetto alla legge e avendo assunto un atteggiamento di totale indifferenza rispetto al lavoro svolto dalla Commissione grazie alla disponibilità delle associazioni e degli altri enti competenti come l’ASP, ha messo in pericolo la libertà dei cittadini, la loro stessa vita e quella dei cani, oggi ritenuti unici responsabili del grave episodio e oggetto di fantasiose nonché aberranti soluzioni, come la soppressione dei randagi.

In realtà, bisognerebbe spiegare ai cittadini che ogni forma di vita va rispettata e che soprattutto ogni amministrazione, fra i doveri, ha quello di gestire il fenomeno del randagismo e fare reale contrasto a tale fenomeno. Dovrebbe farlo come priorità, perché determina una situazione di sicurezza o meno per i cittadini. Il vicesindaco dovrebbe cominciare a dare prova delle sue competenze, visto che in due anni e mezzo non ha prodotto nulla di utile per il territorio, quanto piuttosto abbassare i livelli di sicurezza.

La legge n. 15/2000 – continua la nota – chiarisce perfettamente i doveri e le competenze dei diversi enti. Da due anni chiediamo all’amministrazione di individuare un locale dove i veterinari dell’ASP possano svolgere il loro dovere, secondo le competenze espresse nella normativa, attraverso la sterilizzazione e l’apposizione del microchip ai cani randagi, come unico e vero contrasto al fenomeno. Abbiamo anche fatto un accesso agli atti per conoscere la situazione dei randagi ricoverati al RI.CA.RA di Caltanissetta, scoprendo un numero di decessi non motivati e un numero irrisorio di re-immissioni sul territorio, nonché di adozioni, dato, peraltro, che va del tutto in contrasto col numero di adozioni garantite dalle associazioni animaliste che svolgono la loro attività sul campo e a spese proprie.

Rileviamo – concludono i consiglieri – che l’amministrazione ha deciso di non recuperare i cuccioli non ritenendoli, in contrasto con la legge, cani randagi, pur in stato di abbandono per le strade della città, affidandoli al loro ovvio destino, cioè la morte.

Forse avremmo dovuto dire loro che anche i cani, dopo essere nati, se non muoiono investiti dalle macchine, crescono!”