Randagismo, la V Commissione racconta la storia infinita

Un tema ancora oggi irrisolto e la V Commissione ambiente e sanità, guidata da Virginia Farruggia, torna a tuonare contro l’amministrazione.

Parliamo del randagismo, argomento delicato per la città di Gela, intitolato dai consiglieri “Una storia infinita”.

“Un problema da affrontare prioritariamente – ha sempre ammesso la Commissione – perché attinente sia alla sicurezza per i cittadini sia a un dispendio di risorse delle casse del Comune.

Dopo aver inviato richiesta ufficiale all’amministrazione per la concessione dei locali dell’ex mattatoio, locali che hanno seguito un iter nefasto con la perdita dei finanziamenti europei per la realizzazione di un centro di PetTherapy, all’ASP per utilizzare la struttura in termini di contrasto al randagismo, seguita poi da una mozione, di pari oggetto, votata all’unanimità dal Consiglio Comunale, abbiamo continuato, con coerenza, a dare suggerimenti e a fare proposte concrete e risolutive, ma a un’amministrazione sorda e indifferente dinanzi alle istanze della città e irrispettosa delle casse pubbliche.

Circa tre settimane fa – continua la nota – siamo stati coinvolti dai volontari che da anni lavorano insieme alla rete nazionale delle adozioni, facendo adottare centinaia di randagi in un anno. I volontari rappresentano una circostanza alquanto allettante per qualunque amministrazione, tranne per il Comune di Gela.

Riferiscono di quattordici cani randagi pronti per essere adottati in regioni del nord Italia, ma per far ciò è obbligatoria la microchippatura. Per evitare sanzioni a carico dei volontari i cani dovrebbero essere registrati all’anagrafe canina di Gela, perché di proprietà del Comune, in quanto randagi.

Abbiamo accolto con estremo interesse l’opportunità e deciso di attivare tutti i settori di competenza. Contattiamo – prosegue il comunicato – altri Comuni della provincia dove si effettuano regolarmente le microchippature per acquisire il protocollo in atto, acquisiamo la modulistica dal Comune di San Cataldo, dove il servizio viene effettuato compilando un semplice modulo da parte dei volontari che dichiarano di aver ritrovato il cane randagio e di impegnarsi, affinché venga adottato previo riconoscimento da parte del Comune e quindi microchippatura da parte dell’ASP.

Questo sistema di collaborazione tra i volontari e gli enti che svolgono il servizio, come previsto dalla legge, implica un risparmio per le casse del Comune di riferimento. Quindi abbiamo proposto al Comune di Gela un’operazione a costo zero e un’alternativa importante a un problema gravoso anche per la sicurezza dei cittadini. Abbiamo chiesto che vengano acquisiti i moduli del Comune di San Cataldo e che si adotti lo stesso iter, così da non perdere le adozioni in corso dei restanti randagi che, in alternativa, finirebbero a carico del Comune di Gela con un aggravio di spesa.

L’ASP propone all’amministrazione di acquisire nell’immediato i locali dell’ex mattatoio e iniziare subito il servizio di anagrafe canina, così da sfruttare il contributo delle associazioni, ma il progetto prevede tanto altro in termini di attività di igiene urbana veterinaria.

L’assessore Siciliano e la dirigente del settore Ambiente Zanone si dicono del tutto favorevoli alle proposte e al progetto dell’ASP e chiedono agli uffici di attivarsi immediatamente per la realizzazione dello stesso.

Dalla conferenza dei servizi sono passate due settimane e abbiamo perso altre tre adozioni. Abbiamo chiesto al settore ambiente e all’assessore Granvillano di attivarsi per dare la possibilità ai volontari di poter microchippare i cani, vista la piena disponibilità dell’Asp, senza incorrere in sanzioni, grazie all’adeguamento della modulistica da presentare al momento della registrazione dei cani, ma solo muri e silenzio.

Il rischio – conclude la Commissione – è proprio quello di perdere tutti gli adottanti, che si sono già impegnati attraverso i pre-affidi e, di conseguenza, aumentare il carico economico del Comune o, peggio, introdurre altri quattordici cani sul territorio, procurando un danno sia agli stessi animali, sia ai cittadini, a cui viene sempre di più sottratta la possibilità di vivere la città in piena sicurezza e igiene”.