Referendum Trivelle, sì o no? M5S: Messinese ha scelto la zona grigia, parla di trivelle buone o cattive

A due giorni dal referendum Trivelle regna ancora grande confusione sui motivi dei SÌ, e quelli del No, gli unici interventi che si sono visti sono quelli a favore della  cancellazione della   norma che consente alle società petrolifere di estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalle coste italiane senza limiti di tempo. Su questo si sta battendo  il movimento cinque Stelle di Gela, che stasera ha dato appuntamento presso il Lido Tropicomed, a partire dalle ore 18:00, diversi gli interventi per spiegare le ragioni del Si. I quattro consiglieri pentastellati, Farruggia,  Amato, Giudice, Morgana, muovono una  nuova accusa contro il sindaco Domenico Messinese. “Mentre cerchiamo di informare i cittadini sul potere fondamentale di questo referendum – affermano i componenti del Gruppo consiliare Cinque Stelle di Gela – il sindaco Messinese rende dichiarazioni contrarie al quesito referendario, definendolo inadeguato ad ottenere risultati. Non prende posizioni, come sempre, il sindaco di Gela sceglie la zona grigia e, addirittura, arriva a fare una distinzione fra le diverse tipolgie di trivellazione, come se esistessero trivelle buone e trivelle cattive. Il sindaco critica il referendum, questo fa con le sue dichiarazioni, così agevolando chi è favorevole alle trivellazioni. Non esistono trivelle buone o cattive, le trivelle oggi sono solo realtà negative, si basano su un concetto energetico arcaico, ottocentesco, che nega un futuro energetico evoluto. Il quesito è chiarissimo e impedisce – continuano i cinque Stelle –  ai petrolieri di trivellare in eterno nei nostri mari, come era fino al 2015. Il referendum darà il segno della volontà dei cittadini di cambiare le nostre scelte energetiche, di cambiare la politica nazionale. Il sindaco di una città devastata dal petrolio non può essere incerto sulle scelte da fare, non deve criticare uno strumento essenziale per la tutela del suo territorio. Tranquillizziamo tutti: non si perderanno posti di lavoro, non si chiuderanno i benzinai, non si spegneranno i fornelli, con la vittoria del Sì inizieremo una nuova politica energetica, sarà un grande segnale. Purtroppo il sindaco, con queste critiche, sembra sempre più vicino alle posizioni di chi è favorevole alle fonti fossili, dei petrolieri, andando contro tutti gli elettori che lo hanno scelto. Il 17 Aprile – concludono i pentastellati – chi ama Gela e vuole un futuro per i propri figli vota Si e non critica il quesito referendario.”
 

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