Associazioni antimafia: la Regione taglia i fondi

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Inizia male l’anno per alcuni enti ed associazioni che da anni portano avanti svariate attività di promozione della legalità e di lotta alle mafie; è infatti di queste ore la notizia di un drastico taglio dei fondi regionali, destinati alle associazioni antimafia del territorio siciliano, su tutte le storiche Centro Pio La Torre, l’Istituto Gramsci e Fondazione Falcone, che si sono viste quasi azzerare i contributi assegnati annualmente dalla regione Sicilia.

Da quando è stata abolita la famosa Tabella H e sono cambiati i criteri di assegnazione dei contributi, molti enti ed associazioni hanno dovuto fare i conti con tagli più o meno sostanziosi ai contributi, ma mai, fino ad oggi erano stati toccati i contributi erogati alle associazioni antimafia che da anni, sul territorio, si spendono in attività di contrasto alla criminalità organizzata.

La prima voce di protesta è arrivata dal Centro Pio La Torre; il Centro, che a fronte di una richiesta documentata di contributi di 279.000 euro per l’anno 2017, se ne è vista assegnare appena 16.800, ha espresso il proprio dissenso in una nota, nella quale si legge: “Vorremmo conoscere le motivazioni di tale misura penalizzante e sapere dall’attuale governo e da quello precedente che l’ha predisposta, cosa pensano che il Centro Pio La Torre, dopo 32 anni di attività, abbia sbagliato”. Il presidente del Centro, Vito Lo Monaco non esclude nemmeno il ricorso al TAR, dopo un’attenta analisi dei dati.

Non è tardata ad arrivare nemmeno la protesta della Fondazione Falcone: “Apprendiamo dalla stampa del taglio dei fondi – dice Maria Falcone, direttrice della Fondazione e sorella del giudice Giovanni – che la Regione avrebbe destinato alla nostra fondazione. Troviamo francamente grave che l’attività che da un quarto di secolo portiamo avanti sia stata sottovalutata proprio da chi, come la Regione che della fondazione è socio fondatore, ne conosce l’importanza”

Anche alcuni esponenti della politica siciliana hanno manifestato il loro dissenso dei confronti di questa decisione della Regione, il deputato Claudio Fava si è così espresso: “La decisione del governo Musumeci di ridurre i finanziamenti al Centro Pio La non è una scelta, sia pur opinabile ma legittima, di riduzione dei costi: è un atto di manifesta, umiliante e incomprensibile ostilità. Se occorre tagliare i costi, nessuna obiezione, a patto che i criteri per questi tagli siano legittimi, trasparenti e non punitivi.”

Anche la Cgil regionale si è schierata a fianco delle associazioni antimafia; Enzo Campo, segretario generale Cgil Palermo ha dichiarato: “Non comprendiamo come mai le risorse siano state tagliate in percentuale maggiore proprio alle associazioni culturali da anni impegnate in attività antimafia. Il messaggio che arriva ci preoccupa”.

Il neo Presidente della Regione Nello Musumeci ha comunque affermato che verranno apportate delle modifiche ai criteri di assegnazione dei contributi, in modo da evitare il ripetersi di tali situazioni e permettere quindi, soprattutto alle associazioni che sono portatrici di valori di legalità e giustizia, di continuare a fare il proprio importantissimo lavoro di diffusione e sensibilizzazione della società civile.